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Il cavaliere della Rosa di Strauss apre il Maggio Musicale Fiorentino

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Il cavaliere della Rosa di Strauss apre il Maggio Musicale Fiorentino

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Il cavaliere della Rosa di Richard Strauss ha aperto quest’anno il Festival del Maggio Musicale Fiorentino. La commedia, scritta da Hugo von Hofmannsthal, è ambientata nella Vienna settecentesca e si apre con l’amore tra l’ormai trentaseienne Marescialla, e il cugino appena diciassettenne, il marchese Ottaviano.

La marescialla si rende conto che presto dovrà cedere l’amante a una donna più giovane. Il soprano Angela Denoke ha interpretato il personaggio nel corso di tutta la sua carriera.

“L’aspetto interessante per quanto riguarda questo ruolo è osservarlo in modo diverso nei diversi periodi della tua vita, perché il tuo punto di vista sulla vita cambia”, spiega Denoke.

“Ora che sono più adulta”, continua il soprano, “rifletto di più sulla vita e a volte penso anche alla morte, alla vita che ha una fine. Prima guardavo ciò con distacco, ora sono più vicina a questo argomento. Naturalmente, nel ruolo il personaggio è definito chiaramente e lei non può cambiarlo. Io invece nella mia vita ho la libertà di cambiare, anche se per ora non ne sento il bisogno. Ma credo di essere maturata con questo ruolo e ciò mi permette di immergermi più profondamente in esso”.

Se Angela è una veterana del ruolo, è la prima volta che l’opera viene diretta dal maestro di fama mondiale, l’indiano Zubin Mehta.

“La prima volta con il cavaliere della Rosa non significa che prima non conoscessi l’opera e che non abbia mai aperto il libretto”, dice il direttore d’orchestra. “Lo ha ascoltata in un certo senso spiritualmente studiando il cavaliere della Rosa fin dal 1954 quando arrivai a Vienna”.

“Il valzer è il linguaggio di Vienna e nessuna delle altre opere di Strauss contiene dei valzer”, spiega Zubin Mehta. “Con i valzer, Strauss esprime se stesso mentre parla di un personaggio positivo o negativo: sono tutti accompagnati dai valzer più affascinanti”.

“Ho vissuto tante prime volte”, racconta il maestro. “La prima volta a Vienna fu uno shock culturale. Fu la prima volta che vidi la neve, un mattino mi svegliai ed era tutto bianco. Lo shock più grande è stato ascoltare la Filarmonica di Vienna. Non ricordo la prima volta che ho ascoltato la musica perché la musica era di casa, mio padre suonava prima che mi alzassi al mattino, la musica è stata il mio primo linguaggio, senza dubbio”.

“Ho dei sogni, sogno che in India, nella regione del Kashmir, in futuro si vivrà in completa armonia”, è il desiderio di Zubin Mehta, “che si troverà una finalmente una soluzione, che entrambe le parti si uniranno per sentirsi amiche e vivere assieme. Mi piacerebbe portare un’orchestra in Kashmir, riunire hindu e musulmani per far ascoltare loro la musica, mi piacerebbe tantissimo”.