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Stampare in 3D

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Stampare in 3D

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La stampa in 3D sta compiendo incredibili passi in avanti. Ora, questa nuova generazione di stampanti, riesce a costruire oggetti. Scannerizzati o progettati grazie ad appositi software, gli oggetti vengono sezionati in migliaia di sottilissimi strati, poi stampati uno ad uno fino a formare un prodotto tridimensionale. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare la produzione.

“Quello che vedete – spiega il professore Richard Hague del Centre for Additive Manufacturing – è un prototipo di una Ford Model T, realizzato usando la tecnica di stampa in 3D che in effetti è molto simile
alla stampante tradizionale a inchiostro in 2D che tutti abbiamo a casa. Una volta tolte tutte le strutture di supporto, questo è il risultato. Qui abbiamo cercato di ottenere un elemento esteticamente gradevole: un deambulatore per una persona disabile, ma potremmo utilizzare esattamente lo stesso approccio per rendere più leggeri i componenti aerospaziali. Qui ci siamo serviti di polimeri, un materiale piuttosto convenzionale, ma potremmo realizzare lo stesso oggetto in metallo”.

Da MakieLab, un piccolo laboratorio di Londra, vengono realizzate bambole personalizzate. Qualcuno potrebbe pensare che simili oggetti debbano essere obbligatoriamente prodotti su ampia scala in Estremo Oriente, la stampa in 3D consente invece di realizzarli nel Regno Unito.

“Invece di dover fare uno stampo e dover fare milioni di pezzi uguali per ammortizzare il costo dello stampo e pagare il produttore – ci racconta Alice Taylor di MakieLab – si possono realizzare oggetti uno alla volta. Il che significa che una start-up londinese ora può realizzare giocattoli a Londra”.

Se l’ultima rivoluzione industriale ci ha consentito di avere una ‘produzione’ di massa, ora la rivoluzione digitale potrebbe consentirci una
‘personalizzazione’ di massa. E un ritorno all’artigianato.