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Notte in tenda in Emilia Romagna, decine le scosse

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Notte in tenda in Emilia Romagna, decine le scosse

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È un orologio di cui si aspetta un’ora sconosciuta: le popolazioni colpite dal terremoto vivono nell’ansia e nell’insicurezza il possibile arrivo di nuove scosse. Nella notte se ne sono registrate più di cinquanta nell’area tra l’Emilia e la Lombardia colpita in dieci giorni da due sismi di magnitudo, 5.9 e 5.8, l’ultima di 3.8 questa mattina nelle province di Modena e Mantova.

Sono ottomila gli sfollati che si aggiugnono ai seimila dello scorso 20 maggio. Molti hanno passato la notte in tenda, altri in macchina.

Annalisa Caiazzo, abitante di Mirandola: “Sono crollata psicologicamente ieri. Dopo tuttte queste scosse non me l’aspettavo che iniziasse di nuovo tutto”.

Anna Polastri: “Ho avuto paura, ma non di non farcela. Sono una persona che lotta molto, ho lottato molto anche durante la mia vita contro le malattie, non mi scoraggio con facilità, ho avuto paura ma sto facendomi forza”.

Il sisma di ieri ha fatto sedici morti un disperso a Medolla e 350 feriti. La macchina dei soccorsi non si ferma e si continua a scavare tra le macerie.

Secondo i sismologi, a causa degli spostamenti del terreno e dell’apertura di nuove falde sotto una delle superfici più complesse del pianeta, l’ondata di scosse potrebbe durare anni. Per la festa del 2 giugno previste celebrazioni sobrie in ricordo delle vittime.