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Esecuzioni sommarie in Siria. L'Onu conferma e Damasco replica

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Esecuzioni sommarie in Siria. L'Onu conferma e Damasco replica

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Tredici corpi legati con le mani dietro la schiena e segni di spari alla testa. Benzina sul fuoco dell’orrore siriano, le esecuzioni sommarie confermate della Nazioni Unite sottolineano l’impotenza della comunità internazionale.

Mentre la Russia frena su un possibile intervento del Consiglio di Sicurezza e la diplomazia si spacca sui prossimi passi, all’Onu che reclama “gesti concreti”, Damasco risponde con la rodata tesi dell’attacco terrorista.

“Per far luce sul massacro di Hula – dice l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jafari – abbiamo istituito una commissione d’inchiesta che ci fornirà i suoi risultati in tre giorni. Non tre mesi o tre anni, ma tre giorni. Coloro che hanno commesso crimini tanto odiosi saranno giudicati in base alla legge siriana”.

Convocata per venerdì una sessione straordinaria del suo Consiglio per i diritti umani, l’Onu fa eco a Berlino e boccia l’eventualità di un intervento armato evocata dal presidente francese Hollande. Dal campo intanto l’ultimatum dei ribelli al regime: 48 ore per fermare le violenze, poi risponderemo come crediamo.