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Emilia: le scosse non si arrestano, notte in strada per 16 mila

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Emilia: le scosse non si arrestano, notte in strada per 16 mila

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Notte all’aperto e di paura per quasi 16 mila sfollati. Agli oltre 7 mila del 20 maggio si sono aggiunti gli 8 mila del 29. Il modenese Sedici i morti, un disperso. Sono crollate case, fabbriche, chiese, edifici storici.

Le località più colpite tutte nel modenese, ma si sono registrati danni anche in Veneto e Lombardia.

E, soprattutto, la terra non smette di tremare. Lo sciame sismico prosegue e terrorizza le popolazioni.

“Abbiamo paura. L’appartamento non è disastrato, non ha avuto dei danni, però abbiamo paura. Quindi siamo scesi, abbiamo le tende. Mio figlio sta gonfiando i materassini”.

Molti si erano già rimboccati le maniche per riavviare le attività. Nonostante i sismologi avessero avvertito che il peggio poteva ancora dover arrivare. Per qualcuno è stata una scelta fatale.

Un amico di uno degli operai rimasti schiacciati dal crollo di un capannone ha commentato così la vicenda: “penso fosse stato avvisato che era agibile di conseguenza, come gli altri, è venuto a lavorare. Nel momento in cui ci viene data l’agibilità noi siamo tranquilli. Sono gli esperti che fanno questi controlli. Sono loro a dirci ‘va bene, è a posto’”.

Il governo ha assicurato rapidi interventi. Il popolo del web e alcuni esponenti politici chiedono un primo segnale: l’annullamento della parata del 2 giugno e il suo costo (circa 3 milioni di euro) devoluto alle popolazioni terremotate.