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Virus in sistemi informatici del Medio Oriente. Iran accusa Israele

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Virus in sistemi informatici del Medio Oriente. Iran accusa Israele

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Ruba dati, accende microfoni e telecamere dei computer, ascolta conversazioni e registra immagini. Il virus Flame porta nel cyber spazio lo scontro fra Iran e Israele.

È stato scoperto in un laboratorio informatico di Mosca. Ha rubato in particolare i segreti del ministero del Petrolio iraniano. Ma Teheran annuncia di aver sviluppato un antivirus.

“Pensiamo che questo sia uno dei rari esempi di arma cibernetica – spiega Vitaly Kamluk, capo del laboratorio russo Kaspersky – Testimonia che sono in corso alcune operazioni nell’ambito di una guerra informatica segreta. Una delle caratteristiche chiave di un cyber attacco come lo intendiamo noi è che è completamente top secret”.

Flame ha ha infettato 189 computer in Iran, 98 nei territori palestinesi, una trentina in Sudan e Siria, altri ancora in Libano e Arabia Saudita. Il vice-premier israeliano Moshe Yaalon lo giustifica, ma non fa ammissioni.

Particolarmente sofisticato, riesce a infettare computer legati alla stessa rete attraverso il
sistema operativo Windows. Per questa sua complessità, gli esperti ritengono che sia stato diffuso da uno Stato.