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La corsa della Germania verso le energie rinnovabili

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La corsa della Germania verso le energie rinnovabili

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É la natura a mettere i bastoni tra le ruote alla Germania sull’energia rinnovabile. Non ha infatti funzionato il tentativo realizzato lunedí, giornata festiva, di coprire il 100% dell’ approvvigionamento energetico attraverso le rinnovabili, in particolare l’energia solare ed eolica.
Ma il vento lunedí ha permesso di produrre solo la metà del fabbisogno del paese, che si stima sui 40 mila gigawatt.

Ma capricci della natura a parte, la Germania cerca soluzioni sicure nel campo energetico. Anche perché entro il 2022 Berlino abbondanerà l’uso del nucleare.

I passi avanti per allargare la rete delle rinnovabili sono ancora troppo lenti, ha sottolineato oggi il responsabilie della rete elettrica tedesca nell’incontro con Angela Merkel.
Un richiamo che il cancelliere ha ascoltato rilanciando l’impegno nel settore.

“É importante – ha detto Angela Merkel – che la diffusione delle energie rinnovabili, il loro trasferimento attraverso le reti e la sicurezza dell’approvvigionamento siano supportate da finanziamenti”.

Per raggiungere l’obiettivo è necessario un investimento di 30 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Serviranno ad estendere e modernizzare la rete elettrica per trasferire le energie rinnovabili in sostituzione a nucleare e carbone.

La Germania resta comunque in testa a tutti. Berlino è in Europa il primo produttore di energia eolica, seguita da Spagna e a distanza da Italia, Francia e Gran Bretagna.

Insieme agli altri paesi membri, Berlino ha sottoscritto il piano 2020 sul clima. Uno degli obiettivi è di coprire il 20% del consumo in tutta l’Unione Europea con le energie rinnovabili.
Ciascun paese ha fissato un proprio obiettivo.

Sotto questo aspetto Svezia, Finlandia, Lettonia e Austria hanno già realizzato molti passi avanti. Superando la Germania, che punta entro il 2020 a soddisfare il fabbisogno energetico con il 18% delle rinnovabili.

Al tempo stesso Berlino peró grazie anche a fondi pubblici ha esteso sull’intero territorio la propria rete di energia sostenibile. Uno sviluppo che ha raggiunto, secondo il governo, il 20% del fabbisogno.