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Siria: il ruolo chiave della Russia

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Siria: il ruolo chiave della Russia

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Il massacro di Hula, con 108 morti di cui 49 bambini, ha provocato soltanto l’ennesima reazione d’ indignazione della comunità internazionale sul conflitto in corso in Siria.
Infatti al Consiglio di sicurezza dell’Onu convocato d’urgenza, ancora una volta una voce è rimasta fuori dal coro di condanna ai bombardamenti contro i civili.

“A chi potrebbe giovare questo tipo di azioni? – ha dichiarato Alexander Pankin, rappresentante russo all’Onu – Viene da pensare ad una provocazione o a degli infiltrati che arrivano da alcune realtà. Occorre investigare”.

Nel paese, straziato dalla violenza, gli osservatori dell’Onu, sono impotenti, non possono far altro che contare i morti e confermare i massacri.
La loro presenza in Siria viene considerata dalla popolazione come inutile, anche perché il cessate il fuoco negoziato da Kofi Annan è inesistente.

L’intesa, che avrebbe dovuto risolvere la crisi, era stata siglata poco piú di un mese fa. Ma non è mai stata rispettata. Malgrado ció la Russia continua a battere il tasto del dialogo come unica soluzione possibile e accusa l’opposizione di soffiare sul fuoco.

La repressione del regime siriano in un anno ha provocato 15 mila morti, di cui gli ultimi 2 mila nell’ultimo mese e mezzo. Dimostrazione che in pieno cessate il fuoco, Damasco ha aumentato la violenza. I siriani peró non recedono e proseguono le manifestazioni in tutto il paese.

Ma mentre la macchina della repressione incalza la Russia impedisce qualsiasi intervento. Per due volte ha imposto il veto all’Onu appellandosi al principio di non ingerenza.

Oltre a porre come scusante il refrein che una caduta del regime di Assad farebbe precipitare il paese nel caos, la Russia ha interessi precisi. Negli ultimi anni Mosca ha cercato di riaffirmare la propria influenza nella regione. Nel 2005 Putin ha cancellato il 70% dei debiti siriani e siglato contratti di vendita d’armi.

Ma c‘è anche l’aspetto strategico con l’unico sbocco della Russia al Mediterraneo, attraverso il porto di Tartous, dove sono attraccate una trentina di navi russe e dove si starebbe dirigendo un cargo carico di armi.

Nuovi elementi che confermano quanto Mosca sia l’attore chiave della crisi in corso in Siria.