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Il Ruanda da mediatore a sostenitore della rivolta nella RDC

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Il Ruanda da mediatore a sostenitore della rivolta nella RDC

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Il Ruanda sostiene la rivolta nella Repubblica Democratica del Congo. È quanto emerge da un rapporto delle Nazioni Unite, in base al quale molte reclute dell’esercito ruandese sarebbero formate per andare a combattere oltre confine. La notizia è trapelata a seguito della diserzione di undici soldati ruandesi inviati a combattere a Goma, capitale della provincia orientale del Nord-Kivu. In questa regione da aprile sono in corso violenti scontri a seguito dell’ammutinamento dei soldati appartenenti all’ex movimento di ribelli tutsi, arruolati nelle forze armate di Kinshasa nel 2009 nell’ambito di un accordo di pace.
Il Ruanda che si propone come mediatore della crisi del Kivu tra il governo congolese e l’M23, il nuovo movimento che rivendica ulteriori trattative con il governo, sarebbe in realtà fornitore di munizioni e armi pesanti. Negli anni ’90 un milione di hutu arrivò in Congo per sfuggire al genocidio in Ruanda, da allora gli scontri sono quotidiani. Oggi l’esodo ha direzione contraria: in un mese si contano 10mila rifugiati congolesi.