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Haneke fa il bis, anche per Garrone è un ritorno con gloria

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Haneke fa il bis, anche per Garrone è un ritorno con gloria

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Bis, a tre anni di distanza, per Michael Haneke. Il regista austriaco trionfa con “Amour”, dopo essersi già accaparrato la palma d’oro con il precedente “Il nastro bianco”.

Fa il bis anche Matteo Garrone, che si è aggiudicato il Grand Prix, praticamente una seconda piazza al festival di Cannes, con il suo “Reality”. Quattro anni fa aveva vinto il medesimo premio con Gomorra.

La vittoria di Haneke, con il suo toccante ritratto dell’amore nella terza età, segna anche un superbo ritorno in scena per Jean Luis Trintignant, star di vari decenni del cinema francese, nonché l’indimenticabile spalla di Vittorio Gassman ne “Il Sorpasso” di Dino Risi. Con lui anche un altro nome illustre del cinema francese: Emmanuelle Riva.

Gloria anche per un altro grande vecchio: Ken Loach, al quale è andato il Premio della giuria. Il suo “Angel’s share” ha fatto divertire pubblico e critica, ovviamente, com‘è tradizione del regista britannico, con sorrisi amari che inducono alla riflessione.

Così come le parole pronunciate dal palco. “Questo film – ha detto il regista – dimostra che a frequentare le persone normali, gli oppressi del nostro tempo, si scopre che sanno ridere e sorridere. Molto più dei potenti”.

Mads Mikkelsen, si è aggiudicato la palma di miglior attore, per l’interpretazione in “The Hunt” di Thomas Vinterberg. Come migliori attrici premiate ex aequo Cosmina Stratan e Cristina Flutur Entrambe al loro primo ruolo al cinema nel film di Cristian Mungiu “Beyond the Hills”. Ma questo festival ha parlato poco al femminile.

Mancavano le donne a Cannes. Non in generale, ma tra i registi della competizione. Un territorio tutto maschile. Maggiori dettagli nella rubrica Cinema.