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Levy a Cannes: un film sulla Libia, dedicato alla Siria

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Levy a Cannes: un film sulla Libia, dedicato alla Siria

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Gli ultimi mesi di Muammar Gheddafi e la rivolta di Libia sbarcano a Cannes con il “Giuriamento di Tobruk”, documentario fuori concorso del filosofo e scrittore francese Bernard-Henry Levy, che ha solcato il tappeto rosso accompagnato da ex ribelli libici.

Inviato speciale dell’Eliseo in Libia, Levy racconta la sua esperienza diretta, dai primi scontri a Bengasi alla caduta di Tripoli.

“È un film in cui provo a riprodurre fedelmente, e quindi modestamente, ciò in cui sono stato coinvolto durante questa guerra di liberazione”, ha detto l’intellettuale francese a Wolfgang Spindler, inviato di euronews, “Non è una storia della Libia in generale, ci sono molti documentari possibili sulla Libia. Questo si limita a ciò che io ho vissuto, di cui sono stato testimone e a volte attore”.

La guerra di Libia vista dall’interno e nel suo ruolo sulla scena internazionale. Ma un documentario può essere obiettivo?

“Un documentario non è mai obbiettivo”, spiega l’intellettuale francese, “L’obiettività non è una qualità del documentario”.

Levy ha dedicato il film ai ribelli siriani, alcuni di loro erano con lui a Cannes. Perché, ha detto, “ciò che in Bosnia è durato anni, in Libia otto mesi, adesso è la realtà quotidiana in Siria”.

E gli ideali, a volte, possono cambiare il corso della storia.