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Siria: l'inutile tregua, gli osservatori impotenti

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Siria: l'inutile tregua, gli osservatori impotenti

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L’opposizione siriana fa appello alle Nazioni unite dopo l’ennesimo, cruento venerdì.

L’Osservatorio siriano dei diritti umani parla di oltre 70 persone uccise e altre cento ferite nei bombardamenti delle forze di Bashar al Assad a Hula, non lontano da Homs.

Il Consiglio nazionale siriano punta il dito sulle responsabilità Onu: la presenza degli osservatori internazionali non basta infatti a fermare gli scontri e a far rispettare la tregua stabilita più di un mese fa.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega araba Kofi Annan intende recarsi a breve sul posto per dare nuovo slancio al piano di pace e al dialogo tra le parti.

Le violenze, costate finora più di 12 mila morti, non scoraggiano la protesta. Ad Aleppo, teatro di imponenti manifestazioni, Bashar al Assad avrebbe inviato i blindati.

E intanto sono stati liberati i pellegrini libanesi rapiti il 22 maggio, il ritorno a casa attraverso la Turchia.