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Siria: Onu, violenze compiute in gran parte da esercito

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Siria: Onu, violenze compiute in gran parte da esercito

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Le città ribelli in Siria di nuovo sotto attacco da parte dell’esercito, mentre si insedia il nuovo parlamento e l’Onu critica Damasco. Una trentina i morti giovedì, 23 sono civili, tra cui una madre con i suoi cinque bambini. Vittime anche a Rastan, città in mano all’opposizione, accerchiata dai militari. L’Osservatorio siriano dei diritti umani chiede un’inchiesta internazionale sulle esecuzioni sommarie.

Mentre le violenze insanguinano il Paese, il parlamento uscito dalle elezioni boicottate dall’opposizione ha tenuto la sua prima seduta.

Il Consiglio Nazionale Siriano intanto mostra di essere diviso al suo interno. Il presidente dimissionario Burhan Ghalioun lo ha accusato di non essere all’altezza dei sacrifici del popolo siriano e ha spiegato di aver lasciato l’incarico causa dei contrasti tra islamici e laici.

L’Onu, che attraverso il suoi osservatori monitora il rispetto del cessate il fuoco in vigore dal 12 aprile, in un rapporto del consiglio dei diritti umani, attribuisce al regime di Assad gran parte della responsabilità delle violenze e denuncia esecuzioni e arresti arbitrari, torture, anche sui minori.