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Strasburgo torna a richiamare Kiev sul caso Tymoshenko

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Strasburgo torna a richiamare Kiev sul caso Tymoshenko

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Per la quarta volta, il Parlamento europeo ha richiamato l’Ucraina sul caso dell’ex premier Iulia Tymoshenko, in carcere per abuso di ufficio e in attesa di una revisione del giudizio da parte della Corte di cassazione. La figlia della politica ucraina era presente in aula a Strasburgo, dove per la prima volta è stato impiegato il termine di “prigionieri politici”.

Johannes Cornelis Van Baalen, Popolari: “Quest’ultima risoluzione è più specifica, ora c‘è un accordo tra il presidente del parlamento europeo Schultz e il primo ministro ucraino. Verte sul ricorso in cassazione, stabilisce che la Tymoshenko ha diritto a un giusto processo e a cure mediche, anche da parte di medici stranieri”.

Il Parlamento non prende posizione sulla proposta lanciata da alcuni esponenti politici di boicottare gli europei di calcio in Ucraina e Polonia. Una proposta che irrita i rappresentanti polacchi.

Marek Siwiec, Socialisti e democratici: “Euro 2012 sarà un’occasione di festa per gli ucraini, ne sono molto fieri, e lo sono anche i polacchi. Sono fieri di ospitare questo grande evento. Quindi, se qualcuno non vuole partecipare è libero di non venire, ma non dovrebbe presentarla come una decisione politica”.

Anche Evgenia Tymoshenko si è detta contaria a un boicottaggio completo e a sanzioni europee che rischiano di colpire i cittadini. Quanto alle legislative di ottobre, non ha nascosto il pessimismo: “Mia madre e io pensiamo che saranno le elezioni più sporche nella storia del nostro paese. Ne abbiamo già le prove, quando vediamo che in diverse regioni i candidati dell’opposizione sono sottoposti a processi e tratti in arresto. La presidenza sta esercitando una pressione enorme sulle autorità locali”.