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Eurogruppo, su Grecia e crescita nessun passo avanti

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Eurogruppo, su Grecia e crescita nessun passo avanti

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La Grecia fuori dall’euro? Neanche per sogno. Ma, intanto, abituatevi all’ipotesi. Il consiglio europeo avverte gli Stati membri: preparate dei piani per attutire l’impatto, se proprio Atene dovesse decidere di sua volontà che non può restare nella moneta unica.
 
Sì, perché, gli altri Paesi vogliono che la Grecia rimanga, ma solo se rispetterà tutti gli impegni presi. Nessuna deroga.
 
“L’Eurozona – ha spiegato il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy ha mostrato grande solidarietà, avendo già sborsato, assieme al Fondo monetario internazionale, quasi 150 milioni di euro dal 2010 per aiutare la Grecia”.
 
Dal summit si attendevano risposte sulla crescita e, invece, anche le buone intenzioni portate dal neopresidente francese François Hollande restano, al momento, confinate in un limbo.
 
“Rispetto il punto di vista della signora Merkel – ha detto l’inquilino dell’Eliseo durante la conferenza stampa finale – quando dice ‘gli eurobond non sono uno strumento di crescita’. Non in quanto tali. Ma sono uno strumento che, a certe condizioni, può favorire la crescita. Proseguiremo il dibattito su questo”.
 
Insomma, l’atteso vertice di Bruxelles si chiude con uno dei tanti nulla di fatto che hanno caratterizzato tali appuntamenti in questi anni di crisi. Tutto è ancora rimandato.
 
Le decisioni verranno prese al prossimo summit, alla fine di giugno. Dopo una lunga notte, possiamo certamente affermare che le distanze su molti argomenti sono notevoli. Il dibattito è destinato a infiammarsi nelle prossime settimane.
 
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