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La crescita convitato di pietra al tavolo del G8

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La crescita convitato di pietra al tavolo del G8

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Le misure di austerità da sole non bastano a ridare slancio al mondo se non si stimola la crescita. Un’evidenza per tutti anche la cancelliera Merkel che ha sottoscritto la relazione finale del G8.
Ma come sostenerla?

Lontano da Camp David, in Europa coloro che devono fare i conti con l’economia reale, come gli imprenditori non hanno sentito arrivare i fondi
che hanno ridato ossigeno alle banche.
Chiedono soluzioni, i suggerimenti di un imprenditore francese:

Antonio Ca’Zorzi: “Detrazioni fiscali per incentivare gli investimenti potrebbero essere una soluzione. Bisognerebbe capire che le piccole e medie imprese,in Francia come altrove, possono creare lavoro”.

Biosogna agire urgentemente stando al rapporto dell’OCSE presentato ieri.
I costi sociali dell’eurozona sono pesanti e le prospettive poco rosee.

Dopo un 2011 di crescita il Pil dell’eurozona rallenterà quest’anno per registare una leggera espansione nel 2013.
Rispetto alla crescita globale l’economia dell’eurozona farà brutta figura:

Quattro i Paesi particolarmente toccati: Grecia, Portogallo, Italia, Spagna. Dove la recessione prevista per il 2012 continuerà anche nel 2013.

Zsolt Darvas, Bruegel think tank:
“In molti Paesi sono necessarie misure di austerità e crescita. In Grecia e Spagna, per esempio, l’indebitamento è ancora così alto che le misure d’austerità sono necessarie.
Non c‘è scelta, la crescita è vitale ma è vero che in Europa gli strumenti per sostenere la crescita sono limitati”.

Ci sono però risorse ancora da utilizzare.

Hans Martens, European Policy Centre: “Abbiamo ancora 82 miliardi di euro non spesi in fondi strutturali e la maggiorparte sono destinati a Paesi che ne hanno molto bisogno. Dobbiamo trovare una soluzione per utilizzarli”.

Lo sguardo si volta verso i dirigenti politici europei in attesa che mettano a punto una strategia economica in grado di superare questo nuovo aspetto della crisi.