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Europarlamento: potenziare tassa su transazioni finanziarie

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Europarlamento: potenziare tassa su transazioni finanziarie

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Un voto simbolico, un segnale ai leader europei. La tassa sulle transazioni finanziarie ottiene il pieno appoggio del parlamento europeo, con 487 sì, contro 152 no.

Il parere approvato dagli eurodeputati, che chiedono questa misura da due anni, accoglie il progetto della Commissione europea, ma suggerisce di migliorarlo per rendere svantaggiosa l’evasione e garantire una copertura più ampia, attraverso tra l’altro il “principio di emissione”.

“Anche gli asset emessi da istituti europei e commerciati da istituti non europei devono essere tassati”, dice la relatrice, Anni Podimata, deputata socialista greca.

Il testo, presentato a settembre dalla Commissione, prevede un prelievo dello 0,1 o dello 0,01 per cento, in base ai diversi prodotti finaziari, che potrebbe fruttare 55 miliardi di euro all’anno. Il regno Unito è contrario.

“Il regno Unito ha già un’imposta di bollo, ma solo sulle azioni”, sostiene Kay Swinburne, eurodeputato conservatore britannico. “Non riguarda altre transazioni finanziarie. C‘è il rischio reale che ampliandone la portata diventi uno strumento molto pericoloso, categorico”.

Il commissario europeo per il Fisco boccia gli argomenti di Regno Unito, Irlanda, Svezia, Repubblica Ceca e Malta, contrari alla tassa sulle transazioni.

“I Paesi scettici sostengono che le transazioni potrebbero spostarsi in altri centri finanziari”, afferma Algirdas Semeta. “Ma il punto è che questi altri centri, come Hong Kong e Zurigo, possiedono già un altro tipo di tassa sulle transazioni finanziarie, questo significa che il rischio sollevato dagli Stati membri che vi si oppongono non è significativo come credono”.

Sul fisco il parlamento ha solo un ruolo consultivo, la tassa sulle transazioni finanziarie richiede l’unanimità del consiglio europeo.