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Portavoce Isaf: "Ritiro attraverso Pakistan più semplice e meno caro"

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Portavoce Isaf: "Ritiro attraverso Pakistan più semplice e meno caro"

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Il nodo del passaggio in Pakistan resta la priorità per le forze Nato, al termine del Summit a Chicago che ha tracciato il calendario per il ritiro dall’Afghanistan. Islamabad ha bloccato le proprie frontiere da quando, lo scorso novembre, 24 pachistani sono stati uccisi in un attacco aereo delle forze atlantiche.
Ma l’attraversamento del Paese è indispensabile per far defluire i convogli dall’Afghanistan, in vista del ritiro definitivo a fine 2014.
Lo spiega Carsten Jacobson, portavoce della missione Nato Isaf:

“Le strade verso il porto di Karachi sono quelle che conducono all’accesso al mare più vicino, quindi ovviamente il passaggio attraverso il Pakistan semplifica logistica e spostamenti ed è probabilmente la via meno cara, per cui chiaramente abbiamo un interesse a considerare questo percorso”.

Per Barack Obama le trattative stanno facendo progressi; lo conferma anche il Premier pachistano:

“La raccomandazione è arrivata dal nostro Parlamento, stiamo negoziando con gli Stati Uniti sul passaggio. Il Pakistan non è parte del problema afgano, bensì della soluzione alla questione”.

Lo scoglio principale è il costo del passaggio, che Islamabad vorrebbe vedere moltiplicato per 30 rispetto a quello attuale: i media americani parlano della richiesta di 5mila dollari a convoglio.