ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ombre sul ritiro delle truppe Nato dall'Afghanistan

Lettura in corso:

Ombre sul ritiro delle truppe Nato dall'Afghanistan

Dimensioni di testo Aa Aa

All’indomani del vertice di Chicago con cui la Nato ha definito la sua exit strategy dall’Afghanistan, alcuni problemi rimangono sul tappeto. C‘è incertezza sulla capacità di Kabul di controllare realmente il territorio dopo la partenza degli occidentali, i quali peraltro in undici anni non sono riusciti a sconfiggere del tutto i Taliban. E ci sono i mal di pancia degli alleati, come la Francia, che ha deciso di ritirare le sue truppe già quest’anno.

“E’ prevista una transizione – ha spiegato il Presidente francese Hollande -. Per gli alleati si verificherà sostanzialmente nel 2014. Per altri invece, la transizione è già avvenuta. Noi abbiamo deciso di compierla e come termine abbiamo posto la fine del 2012. E non c‘è nessuna compensazione da versare o da immaginare”.

C‘è poi il problema di come far uscire le truppe dall’Afghanistan, visto che il Pakistan ha bloccato la frontiera ai mezzi militari della Nato e per riaprirla intenderebbe chiedere pedaggi 30 volte più alti che in passato.

“Il Presidente Zardari – ha assicurato Barack Obama – condivide con me la convinzione che si possano trovare soluzioni. Non ci aspettavamo che la questione dei rifornimenti venisse risolta durante il summit. Lo sapevamo prima di arrivare a Chicago. Ma stiamo facendo progressi”.

E infine c‘è il problema di chi pagherà il conto, nonostante la crisi. Per l’assistenza che continuerà a fornire a Kabul anche dopo il 2014, la Nato ha stanziato 4,1 miliardi di dollari.

“Ora che è stata concordata la tempistica per il ritiro dall’Afghanistan – sottolinea l’inviato di euronews Paul Hackett -, l’attenzione si sposta sulla questione logistica di come riportare a casa la maggior parte delle truppe. I leader della Nato sanno che se convinceranno il Pakistan ad aprire le frontiere, ciò aiuterà molto. Ma non sarà facile.”