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Processo in Mauritania a ex capo intelligence libica ne ritarda l'estradizione

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Processo in Mauritania a ex capo intelligence libica ne ritarda l'estradizione

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L’ex capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi, sarà processato in Mauritania per essersi introdotto illegalmente nel Paese. Era stato arrestato a metà marzo al suo arrivo nell’aeroporto della capitale e guardato a vista da allora.

I dettagli dell’interrogatorio non sono stati resi noti, né è chiaro se siano state tenute in conto le richieste di estradizione nei suoi confronti. Il sessantaduenne, fedelissimo di Gheddafi, deve infatti rispondere alla giustizia nei tribunali di diversi Paesi, ma qualunque altro procedimento sarà bloccato finché non sarà giudicato in Mauritania.

Al-Senussi è accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità per la repressione delle proteste contro il regime di Gheddafi, lo scorso anno. La stessa giustizia libica ne ha chiesto l’estradizione per coinvolgimento nel massacro alla prigione di Abu Salim nel ’96, dove morirono oltre 1200 prigionieri. Altro Paese a volerlo processare la Francia, per connessioni con un attentato aereo in Nigeria nell’89 dove morirono 54 francesi.