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Libia, morto di tumore l'attentatore di Lockerbie


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Libia, morto di tumore l'attentatore di Lockerbie

I medici gli avevano dato tre mesi di vita nel 2009 a causa di un tumore alla prostata. Oggi il suo decesso riapre molte questioni. Abdulbasit al-Megrahi, il libico condannato per l’attentato di Lockerbie e rilasciato per motivi umanitari, è vissuto altri 3 anni, nei quali è tornato in Libia ed è apparso accanto all’ex leader libico Gheddafi.

Il fratello punta il dito contro la prigione scozzese: “In famiglia, lo consideriamo un innocente condannato due volte. Siamo convinti che questa malattia mortale lo abbia colpito perché è stato esposto per 10 anni a controlli quotidiani ai raggi x.”

L’attentato aveva provocato la morte di 270 persone nell’esplosione di un aereo americano in volo sopra la Scozia. Megrahi era stato consegnato da Muammar Gheddafi alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja, dopo un lungo braccio di ferro con gli Stati Uniti e il Regno Unito che per anni avevano accusato il regime stesso per l’attentato.

La consegna di Megrahi e di un altro sospettato, poi assolto, era stata una delle condizioni per la revoca delle sanzioni dell’Onu contro la Libia.

Il ritorno di Megrahi a Tripoli, salutato con tutti gli onori dal regime di Gheddafi che lo considerava innocente, aveva suscitato molte polemiche.

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