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G8, la crescita primo pensiero dei grandi della Terra

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G8, la crescita primo pensiero dei grandi della Terra

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L’imperativo assoluto è crescere. Al G8 di Camp David si confrontano i grandi alle prese con una crisi globale diretta discendente di quella del 2008. Gli Stati Uniti premono sull’Europa, temendo riflessi sull’economia Usa di una nuova profonda recessione.

Nel mirino di nuovo le banche. E sul governo della finanza ci sono Paesi che vorrebbero una sterzata. La Francia chiede con forza l’introduzione della Tobin Tax, ma non tutti sono d’accordo:

“Sarò chiaro – ha detto il premier britannico David Cameron – sulla tassa sulle transazioni finanziarie. Non otterremo la crescita in Europa e in Gran Bretagna con una nuova tassa che colpisce le persone, oltre che le istituzioni finanziarie. Non credo sia una buona mossa e non la sosterrò”.

Il mondo intero guarda poi alla piccola Grecia. Il suo destino, dentro o fuori dall’Eurozona è decisivo per capire quale sarà la reale portata della crisi.

“La Grecia – ha affermato il presidente della commissione europea, José Manuel Barroso – è parte della famiglia europea e del progetto dell’euro. L’Unione Europea, sono certo, farà tutto ciò che è necessario. Noi onoriamo i nostri impegni con la Grecia, ci aspettiamo che le autorità greche rispettino gli accordi condivisi per ottenere assistenza finanziaria”.

Come coniugare il rigore assoluto con la crescita è il dilemma ancora senza risposta.

Non si attendono decisioni politiche da questo G8. La prima giornata è stata in gran parte dedicata a introdurre nel G8 i novizi Hollande, Monti e Noda. Riguardo al tema fondamentale della lotta alla crisi, la veterana del summit, Angela Merkel, è sempre più isolata. La domanda è: per quanto tempo riuscirà a resistere alle pressioni di chi chiede ulteriori misure di stimolo.