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Siria: rischiano anche gli osservatori

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Siria: rischiano anche gli osservatori

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Perchè in Siria scoppi la pace devono volerlo davvero le forze che si contrastano. Sembra senza speranze l’appello lanciato dal generale Robert Mood, il capo degli oltre 250 osservatori dell’Onu spediti in Siria per verificare l’attuazione del piano di pace elaborato da Kofi Annan.

“Non basta aumentare il numero degli osservatori per giungere progressivamente alla fine delle violenze, se non c‘è un effettivo impegno di tutte le parti interessate, interne ed esterne al Paese”.

L’accenno del militare sembra essere rivolto a tutte quelle forze, vicine geograficamente alla Siria, che soffiano sul fuoco della violenza.

L’emblema di una guerra civile che non accenna a placarsi è oggi Rastan. Nei suoi distretti continuano a fronteggiarsi le forze fedeli al presidente siriano Bashar al Assad e l’opposizione armata che ne chiede la rimozione.

In barba al cessate il fuoco che avrebbe dovuto essere il cardine del piano di Annan. L’ex Segretario generale dell’Onu è atteso, nei prossimi giorni in Siria, nell’estremo tentativo di mettere fine alla violenza.