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Dittatura in Brasile: nasce commissione verità, Rousseff si commuove

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Dittatura in Brasile: nasce commissione verità, Rousseff si commuove

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Una commissione verità per far luce sugli anni della dittatura militare.

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ex guerrigliera, non è riuscita a trattenere le lacrime, a fianco gli ex presidenti Inacio Lula da Silva e Fernando Henrique Cardoso, all’insediamento dell’organismo che indagherà sulle violazioni dei diritti umani compiute dai militari tra il 1964 e il 1985.

“Il Brasile merita di conoscere la verità. Le nuove generazioni meritano di conoscere la verità – ha detto la Rousseff nella cerimonia di insediamento -E soprattutto, tutti coloro che hanno perso parenti e amici e che continuano a vivere sentendosi uccisi ripetutamente, ogni giorno”.

L’attuale capo di Stato venne torturata per 22 giorni e tenuta in carcere per tre anni. Molti oppositori sparirono, ufficialmente sono 400 i morti causati dal regime militare.

La commissione verità non avrà il potere di rivedere l’amnistia come statbilito dal tribunale supremo federale, una decisione che non ha mancato di sucitare polemiche.