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Grecia alle urne in giugno, scambio di accuse tra i partiti

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Grecia alle urne in giugno, scambio di accuse tra i partiti

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Un governo tecnico morto prima di nascere, nuove elezioni a metà giugno, domani un premier a interim che guidi la Grecia fino ad allora.

Il socialista Venizelos attacca: “Alle urne per interessi politici”. Ma per le sinistre di Syryza i responsabili sono loro: il primo partito Nea Demokratia e il Pasok, al governo dalla caduta dei Colonnelli.

Arroccati ognuno sulla propria posizione, spaccati dal piano di salvataggio, i leader convocati d’urgenza dal presidente Papoulias falliscono per la terza e ultima volta.

“C‘è un grosso problema”, commenta il gioielliere
Yannis Panagiotopoulos, “i politici mettono i loro partiti al di sopra del paese e questa è male”.

“Il popolo greco ha dimostrato di volere le elezioni, vuole nuove elezioni”, dice un ingegnere greco,“Penso che sia meglio avere nuove elezioni e il più presto possibile. Così la facciamo finita con tutto questo”.

I mercati incassano male la notizia, che cade proprio nel giorno del vertice franco-tedesco e dell’Ecofin. La Grecia senza testa rischia di incrinare tutto il sistema euro.