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Le violenze in Siria si ripercuotono in Libano e si teme un’estensione del conflitto. Almeno tre persone sono morte e decine sono rimaste ferite negli scontri a Tripoli tra gruppi di alawiti – vicini al presidente siriano Bashar al-Assad – e sunniti, ostili al regime di Damasco. Il dispiegamento dell’esercito non ha fermato i combattimenti, nei quali sono stati utilizzati granate e fucili automatici.

Tripoli, città portuale settentrionale, a circa 70 chilometri a nord di Beirut, è diventata negli ultimi mesi focolaio per l’opposizione siriana. Le autorità di Damasco hanno affermato a più riprese che dal Libano arrivano clandestinamente armi e combattenti in sostegno dei ribelli.

In Siria gli attivisti fanno sapere che le forze fedeli ad Assad hanno lanciato un assalto nella provincia centrale di Hama e bombardato Duma, vicino a Damasco, facendo sette morti tra i civili. Video amatoriali non verificabili mostrano i loro corpi. Tutto questo poco più di un mese dopo l’entrata in vigore di una tregua accettata dalle parti, ma mai di fatto rispettata.

Oggi sono attese nuove sanzioni da parte dell’Unione europea.

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