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Prigionieri palestinesi: finisce lo sciopero, alla vigilia della Nakba

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Prigionieri palestinesi: finisce lo sciopero, alla vigilia della Nakba

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La gente di Gaza festeggia l’accordo che mette fine allo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi. 1600 detenuti nelle carceri israeliane hanno protestato rifiutando il cibo per 28 giorni, alcuni per oltre due mesi e mezzo, per denunciare le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere.

L’intesa tra Israele e i vari movimenti palestinesi è stata mediata dall’Egitto e arriva alla vigilia della Nakba, il 15 maggio, anniversario della diaspora palestinese iniziata nel 1948 con la creazione di Israele.

“Oggi vincono la resistenza e la dignità del popolo palestinese”, dice Ismail Radwan, portavoce di Hamas. “E’ l’affermazione della volontà del popolo palestinese, i palestinesi sono uniti sulla questione dei prigionieri”.

Israele ha accettato alcune richieste tra cui la fine dell’isolamento di 19 prigionieri e l’abolizione del divieto di visita per i familiari provenienti da Gaza, imposto dopo la cattura di Gilad Shalit, il soldato israeliano liberato lo scorso ottobre.

“In risposta a una richiesta del presidente palestinese Abbas, Israele ha negoziato la fine dello sciopero”, dice Mark Regev, portavoce del primo ministro Netanyahu. “Ci auguriamo che questo gesto contribuisca a costruire la fiducia tra le parti e a far avanzare la pace”.

Israele non rimette in discussione la contestata misura della detenzione amministrativa, che permette di incarcerare senza processo per sei mesi rinnovabili, ma ha deciso di liberare i 320 detenuti in questione alla fine del periodo, a meno che non vengano presentate prove contro di loro.