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Grecia: "no" della sinistra radicale agli ultimi colloqui, elezioni-bis più vicine

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Grecia: "no" della sinistra radicale agli ultimi colloqui, elezioni-bis più vicine

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La sinistra radicale dice “no” agli ultimi colloqui per la formazione di un governo di coalizione in Grecia, e l’ipotesi di elezioni-bis diventa sempre più concreta. Il leader di Syriza Alexis Tsipras ha declinato l’invito presidenziale all’incontro in programma oggi con gli esponenti politici di Nea Dimokratia, Pasok e Sinistra Democratica, ultima spiaggia prima di un nuovo voto. “Ci assumeremo le nostre responsabilità – ha detto -, e la più grande responsabilità che abbiamo nei confronti delle persone è che non perdano la speranza. La più grande responsabilità che abbiamo è di non sembrare di volerci rimangiare la parola su quanto detto prima delle elezioni. E non lo faremo”.

Il presidente Karolos Papoulias non è ancora riuscito a sbloccare lo stallo creato dalle elezioni del 6 maggio, che hanno rafforzato il fronte ostile al piano di salvataggio internazionale. Tsipras sa di potere osare, forte di un sorprendente risultato elettorale che ha oscurato i partiti che per decenni hanno dominato la scena politica greca, e di sondaggi che lo danno vincitore di un ipotetico secondo voto.

Ma l’Europa sta perdendo la pazienza e c‘è chi, come il prestigioso settimanale tedesco Der Spiegel prende a prestito il titolo di una vecchia canzione “Acropoli, Addio” per spiegare il perché la Grecia deve uscire dall’Euro. Vent’anni dopo l’adesione alla moneta unica, una possibilità che fa tremare i mercati, e che fa moltiplicare i calcoli dei pesanti costi per il Paese, e per gli europei.