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Azarov: "Tymoshenko non è perseguitata"

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Azarov: "Tymoshenko non è perseguitata"

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Hanno suscitato indignazione a livello internazionale le presunte persecuzioni politiche subite in Ucraina dalla leader dell’opposizione Yulia Tymoshenko. euronews ha incontrato il primo ministro ucraino Mykola Azarov per conoscere la sua opinione sui contrasti tra Kiev e l’Occidente.

euronews:
Benvenuto a euronews. Ci sono molte preoccupazioni nell’Unione europea, in particolare fra i leader europei, riguardo lo stato di diritto in Ucraina. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, paragona l’Ucraina a una dittatura, la assimila alla Bielorussia. Cosa ne pensa?

Mykola Azarov, Primo Ministro ucraino:
Basta trascorrere pochi giorni in Ucraina, per rendersi conto che non c‘è una dittatura e neppure repressione politica. Nel Paese agiscono partiti politici democratici, alcuni dei quali rappresentati in Parlamento, altri no. C‘è una totale libertà di espressione. Considero l’osservazione della signora Merkel politicamente scorretta. Non aiuta a rafforzare le relazioni bilaterali tra la Germania e l’Ucraina e tra l’Ucraina e l’UE nel suo insieme.

euronews:
Non pensa che sia necessario trovare una via d’uscita da questo stato di cose che sta mettendo il Paese in una terribile condizione di stallo nei confronti dei vostri partner occidentali?

Mykola Azarov:
La signora Tymoshenko non è stata condannata per le sue convinzioni politiche. E’ stata condannata per aver falsificato un documento ufficiale, la direttiva del governo dell’Ucraina. Sulla base di questo documento contraffatto ha sottoscritto un contratto con la Russia per le forniture di gas, sfavorevole e dannoso per l’Ucraina. Ora il nostro Paese deve pagare il gas quasi il doppio rispetto agli attuali prezzi medi europei.

euronews:
Quindi, lei pensa che i governanti europei traggano conclusioni sulla situazione del vostro paese sulla base di informazioni sbagliate?

Mykola Azarov
Ho semplicemente posto una domanda su quello che lei ha fatto. Ha preso una decisione politica o compiuto un reato? Vorrei che gli esperti di diritto europei mi rispondessero

euronews:
Hanno già dato la risposta, affermando che si tratta di una decisione politica. Sostengono che il governo ucraino, che è attualmente al potere, voglia sbarazzarsi di una leader dell’opposizione scomoda, Yulia Tymoshenko …

Mykola Azarov
Vorrei ricordare ancora una volta tutte le circostanze relative al caso. Mi chiedo se i leader europei abbiano tutte le informazioni al riguardo. Siamo pronti a fornirle. Si tratta di un fatto inconfutabile. Pongo una domanda: l’inchiesta è scattata per ragioni politiche o a causa delle enormi conseguenze pagate dal nostro Paese per colpa delle sue iniziative?

euronews:
Capisco, ma non pensa che ci sia anche una mancanza di fiducia nel sistema giudiziario ucraino sia all’estero che in Ucraina?

Mykola Azarov
Proprio per questo stiamo facendo uno sforzo enorme per riformare il nostro sistema giudiziario. Sta per entrare in vigore un nuovo codice di procedura penale destinato ad ampliare i diritti dei cittadini. Abbiamo intrapreso una vera e propria guerra contro la corruzione. L’impegno che ci stiamo mettendo è nettamente superiore a quello di due anni fa. E’ davvero una grande lotta alla corruzione. Stiamo cercando di liberalizzare l’economia, perché conosciamo i problemi e stiamo facendo del nostro meglio per creare un clima favorevole agli investimenti in Ucraina. E ci riusciremo!

euronews:
Ha intenzione di sorprendere in qualche modo il resto d’Europa, permettendo a Tymoshenko di curarsi all’estero?

Mykola Azarov
Andiamo per gradi. Adesso si sta curando: questo ci permettera’ di capire se saranno necessari altri interventi medici. Dopo di che, se le autorità sanitarie diranno che necessita di cure mediche che non possono esserle prestate in Ucraina e che solo fuori dal Paese puo’ essere curata adeguatamente, solo allora le autorità ucraine prenderanno in esame questa eventualità, basata, voglio sottolinearlo, su esigenze di carattere umanitario. E’ chiaro, però, che una decisione del genere richiede modifiche a leggi e regolamenti.