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Attentati a Damasco: accuse reciproche tra regime e oppositori

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Attentati a Damasco: accuse reciproche tra regime e oppositori

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Gli attentati di giovedì a Damasco sono stati l’occasione per il ritorno in piazza dei sostenitori di Bashar al Assad. In centinaia si sono riuniti per commemorare le vittime delle esplosioni: 55 morti e almeno 300 feriti.

La versione ufficiale parla di attacchi terroristici, forse compiuti da appartenenti ad al Qaeda. Ma gli attivisti anti regime sostengono un’altra verità: secondo loro c‘è il governo dietro le esplosioni, che vuole così giustificarsi per le repressioni agli occhi delle Nazioni Unite.

“I rapporti di intelligence – ha affermato il segretario statunitense alla Difesa, Leon Panetta – indicano che c‘è una presenza di al Qaeda in Siria. Francamente, però, non abbiamo abbastanza notizie per dire esattamente quali attività svolga. È per questo che non possiamo indicare nello specifico cosa faccia o non faccia”.

Difficile anche per gli osservatori delle Nazioni Unite stabilire quale sia la verità. Certo l’auspicata tregua appare più che mai lontana. Solo nella giornata di ieri altri 19 civili sono stati uccisi nella Siria centrale e nella regione nord-occidentale di Idlib da bombardamenti di artiglieria e attacchi militari.