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Matrimonio gay, la svolta a sorpresa

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Matrimonio gay, la svolta a sorpresa

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Un colpo di spugna sul puritanesimo a stelle e strisce. Barack Obama con la storica svolta in favore del matrimonio gay gela i conservatori e riaccende l’entusiasmo di chi lo vuole leader del cambiamento.
Torna l’uomo del “Yes we can”, si gioca la rielezione e parla del diritto per le coppie umosessuali di sposarsi, lo fa da da presidente, il primo nella storia del Paese.

“Per me è importante andare avanti – ha dichiarato Obama – e affermare che le coppie dello stesso sesso possono unirsi in matrimonio”

Posizione condivisa oggi da metà elettorato. La porta socchiusa ora è spalancata, dopo l’abrogazione nel 2010 del divieto per i militari di dichiararsi omosessuali, è arrivato il momento di schierarsi in favore delle unioni gay. Di fatto però nella larga maggioranza degli Stati, il matrimonio omosessuale è vietato. Solo 8 Stati fanno eccezione.

Il tabù è stato rotto, e l’effetto è quello di un terremoto politico. Secondo alcuni è il passo falso che costerà al Presidente un’emorragia di consensi. La destra del Tea Party parla di “Dichiarazione di guerra al matrimonio”, spiazzati i conservatori con Mitt Romney difensori dell’ unione tradizionale:

“Ho la stessa opinione sul matrimonio che avevo quando ero governatore. Penso che può esistere solo tra uomo e donna”

Ieri contrario oggi favorevole. Per i cattolici il cambio di rotta di Obama gli sarà fatale nella corsa per la rielezione.

Peter Sprigg, Centro ricerche sulla famiglia:

“Penso che il presidente abbia dato un taglio all’ipocrisia che c‘è intorno a questo tema. Prima però aveva detto di essere contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ora si contraddice. penso che ora abbia meno chance di essere rieletto”

Conta però anche l’elettorato gay. Il cui entusiasmo dopo la dichiarazione di Obama è letteralmente esploso. Secondo la stampa statunitense tra i grandi finanziatori della sua campagna uno su sei è omosessuale.

Stuart Gaffney, Gay Rights Activist:

“Sinceramente oggi, mi sento più americano, dice questo attivista, perché il presidente Obama così ha affermato che non è solo il presidente di alcuni, è il presidente di tutti”

Nel 2007 Obama aveva definito quella del matrimonio gay una causa persa. Oggi la marcia indietro, i tempi sono maturi per la svolta, dice citando moglie e figlie, pronto a raccoglierne i frutti nell’urna.