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Unione europea: l'ancora del futuro

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Unione europea: l'ancora del futuro

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Alex Taylor, euronews: “9 maggio: Giornata dell’Europa. Per l’occasione ci troviamo nella Sala del Consiglio europeo di Bruxelles, dove di solito si riuniscono i capi di Stato e di governo sotto la presidenza di Herman Van Rompuy. Oggi sarete voi telespettatori a fargli le vostre domande. Lui aspetta dietro le quinte. Non so se ha più paura del palcoscenico davanti ai politici europei o ai telespettatori di Euronews. In ogni caso prima del suo arrivo, diamo uno sguardo all’ultimo summit di marzo”.

Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo: “Bisogna sempre essere d’accordo in 27”.

Alex Taylor, euronews: “In effetti non è scontato essere d’accordo in 27. Herman Van Rompuy entra nella sala del Consiglio europeo. Benvenuto, sta per arrivare. Qui, come dicevo poco fa, si riuniscono i capi di stato e di governo…”

Alex Taylor, euronews: “È anche la prima volta in assoluto che una trasmissione televisiva viene registrata in questa sala. Buongiorno, Presidente. Grazie infinite. Lei qui è di casa. Benvenuto a casa sua. Europa è sinonimo di arte del compromesso all’ennesima potenza?”

Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo: “Sì, e non vale soltanto per l’Europa. Ricordo una frase del presidente Obama: “Questa nazione è costruita sul compromesso”. Anche gli Stati Uniti si fondano sull’accordo. È una regola di vita”.

Alex Taylor: “Allora, è pronto a rispondere a tutte le nostre domande sul primo servizio? I telespettatori di Euronews hanno mandato alcune domande sul sito askthepresident.eu. Molte riguardano la crisi economica che oggi colpisce l’Europa, ma anche quella della Grecia. Dove arriveremo? Bisogna adottare politiche di austerità o no? Da qualche settimana si dice che non sia la soluzione giusta”.

Alex Taylor: “Allora, come far ripartire la crescita in Europa? Abbiamo una prima domanda, da parte di Barthélémy Rose”

Barthelemy Rose: “Dopo le elezioni presidenziali in Francia e la caduta del governo olandese, che indicano una certa diffidenza dei cittadini verso la politica di austerità imposta dal Consiglio europeo, quest’ultimo considera l’ipotesi di sperimentare un piano di rilancio, che stimoli la crescita?”

Alex Taylor: “In sintesi, cambierete opinione?”

Herman Van Rompuy: “Ci occupiamo della crescita dal mio primissimo summit europeo informale, nel febbraio 2010”.

Alex Taylor: “Eravamo nel pieno della crisi in Grecia”.

Herman Van Rompuy: “Sì, ma non lo sapevamo prima. Quindi avevo messo in agenda un Consiglio sull’aumento della crescita economica strutturale, perché ero convinto che se non ci fosse stato sviluppo economico, non sarebbe stato possibile finanziare il nostro modello sociale. Poi è arrivata la crisi in Grecia che ha eclissato tutto. Un anno dopo, c‘è stata un’altra riunione del Consiglio Europeo in questa sala. Era sull’innovazione, elemento chiave della crescita, e sull’energia. Quest’anno, in gennaio e in marzo, si è parlato di crescita e occupazione. Quindi ci occupiamo di questi aspetti già da un po’ di tempo. Questo non significa che non aumenteremo i nostri sforzi dopo le elezioni francesi. Questi punti erano in agenda”.

Alex Taylor: “E se Hollande tenta di rinegoziare il patto di bilancio, cosa farete?”

Herman Van Rompuy: “È un ‘altra questione. Ne parleremo nelle prossime settimane. Credo, però, che la cosa più importante sia mettersi d’accordo sui contenuti, come le basi e gli strumenti per aumentare la crescita economica e l’occupazione. Su questo ci sono molti punti di convergenza, anche col programma del nuovo presidente francese”.

Alex Taylor: “C‘è una prima domanda. Diamo la parola a Cristos, che abita a Dublino”.

Cristos, Irlanda: “Nell’attuale crisi economica, eurozona e Unione Europea hanno perso parecchi punti agli occhi dei loro cittadini. In che modo governi e politici intendono ricreare un contesto di fiducia?”

Alex Taylor: “È una domanda che riassume quello che si chiedono tutti sulla crisi economica”.

Herman Van Rompuy: “L’Unione europea e l’eurozona riscuotono ancora un grande consenso nella maggior parte dei paesi. Ho letto un sondaggio in cui persino in Grecia il 75% della gente non vuole uscire dall’eurozona”.

Alex Taylor: “Non è così a giudicare dai risultati delle elezioni”

Herman Van Rompuy: “I risultati delle elezioni riguardano il programma, ma la gente ha ancora fiducia nei membri dell’eurozona, perché sa che non c‘è altra via d’uscita. Non c‘è futuro per il suo paese fuori dall’Unione Europea. In ogni caso convinceremo la gente del senso e dell’importanza dell’Unione Europea coi risultati. Ecco perché dobbiamo dare stabilità alla zona euro e aumentare crescita e occupazione”.

Alex Taylor: “Parliamo di un periodo molto lungo, ma quanto? Due anni, cinque, venti?”

Herman Van Rompuy: “Il periodo lungo inizia oggi. È sempre così. Ma garantire prospettive è già un fatto importante. Per i paesi dell’Europa occidentale la situazione è diversa, come per quelli dell’Europa meridionale. Diciamo che nelle zone settentrionali del Vecchio Continente, alla fine di quest’anno avremo ancora una crescita economica positiva. Lo stesso in Belgio, già nei primi tre mesi del 2012. Per il prossimo anno, le previsioni sono di crescita economica. Quindi siamo fiduciosi, perché ci sono buoni segnali, questo va detto alla gente, e in ogni caso dobbiamo dar loro delle prospettive”.

Alex Taylor: “C‘è una prima domanda su Twitter. E’ di Andrea, da Murcia, in Spagna, che chiede: “Presidente, la Spagna avrà bisogno di aiuto come la Grecia. È la Spagna la prossima della lista?”

Herman Van Rompuy: “No, non chiede assolutamente aiuto. Penso che il governo spagnolo abbia preso decisioni coraggiose in termini di questioni fiscali, di competitività e di riforme del mercato del lavoro. Penso che questo darà i suoi risultati. La Spagna ha bisogno di riforme anche nel sistema bancario, per ridare liquidità alle banche e renderle più forti. Penso che il governo stia facendo un buon lavoro. Ho piena fiducia”.

Alex Taylor: “C‘è una domanda di Sara Pini. Da dove vieni?”

Sara: “Dall’Italia”.

Alex Taylor: “Benvenuta. Prego, la domanda”.

Sara: “Durante l’ultimo summit economico, ha detto che avrebbe organizzato una cena informale coi leader dell’Unione Europea per discutere la questione della crescita, cosa che spesso viene presentata in antagonismo con austerità e consolidamento fiscale. Pensa che i due aspetti siano in contraddizione o complementari? In questo caso quali misure per la crescita potrebbero essere più compatibili con finanze pubbliche solide?”

Herman Van Rompuy: “Sono molto contento di questa domanda perché mi dà l’occasione di chiarire la mia posizione. Crescita e lavoro sono l’obiettivo finale della nostra politica di stabilizzazione dell’eurozona. Non prendiamo queste misure impopolari per il semplice gusto di prenderle. Hanno un obiettivo, appunto crescita e lavoro. Questa è la prima risposta.
La seconda è che stiamo lavorando su un termine più lungo. Dobbiamo potenziare le forze lavoro della nostra economia: innovazione, istruzione, formazione, ricerca e sviluppo sono le priorità più importanti, anche in un contesto di operazioni di consolidamento fiscale. Stiamo anche studiando con la Commissione Europea un modo per promuovere gli investimenti, per aumentare il capitale della Banca Europea degli Investimenti. Con 10 miliardi di aumento di capitale si possono creare nuovi investimenti per 160 miliardi. Stiamo lavorando sui project bond, per aumentare il volume di investimenti in alcuni punti chiave dell’eurozona. Quindi siamo impegnati su diversi livelli e ambiti per intensificare la crescita strutturale. Questo aspetto non è in contraddizione con l’austerità. Può esserlo sul brevissimo termine, perché la gente deve trovare nuovi equilibri e aumentare la competititività. Allo stesso tempo lavoriamo da nord a sud su un percorso che ci porti verso una crescita economica più sicura”.

Alex Taylor: “Che messaggio vuol dare a chi in Spagna è disoccupato?”

Herman Van Rompuy: “Ci aspetta un periodo difficile, lo sappiamo, ma a livello europeo stiamo lavorando il più possibile per promuovere investimenti e crescita. E dato che stiamo lavorando bene nell’eurozona, la Spagna ne trarrà vantaggio. E naturalmente, nel nostro paese, il governo deve fare tutto quello che è in suo potere per promuovere il lavoro con misure specifiche finalizzate all’occupazione giovanile”.

Alex Taylor: “Vediamo un’altra domanda mandata via internet, da Remy dal Cairo: sono abbastanza preoccupato per la crescita dei partiti europei di estrema destra, apertamente xenofobi. Vengono messi in discussione la grande idea dell’Europa e i valori dei suoi fondatori. Cosa può fare il presidente del Consiglio europeo al riguardo?”

Herman Van Rompuy: “Vengo da un paese e anche da una regione di uno Stato, che ha vissuto un’esperienza piuttosto triste con l’estrema destra”.

Alex Taylor: “Il blocco fiammingo”

Herman Van Rompuy: “Sì, nel 2004 aveva dalla sua il 25% degli elettori. Oggi sono la metà. Quindi l’estrema destra si può sconfiggere”.

Alex Taylor: “Non sembra così in altri paesi europei, come la Francia e la Grecia, come abbiamo visto”.

Herman Van Rompuy: “L’estrema destra in Francia è oggi al 17%, come nel 2002. Quindi la crescita del suo consenso non è un fenomeno collegato alla crisi dell’eurozona; risale a molto tempo prima. Ma la cosa più importante è difendere i nostri valori, parlare una lingua che sia quella dell’Unione Europea, difendere le regole della legge, la libertà democratica e gli esseri umani di qualunque razza essi siano, senza alcuna discriminazione. Quindi un discorso forte è molto importante. Naturalmente, dobbiamo chiedere a chi vive nell’Unione Europea di rispettare le nostre leggi, la costituzione, la separazione tra stato e chiesa, l’uguaglianza tra uomini e donne. Ma la cosa più importante è combattere e dimostrare la difesa dei nostri valori”.

Alex Taylor: “Sullo speciale di Euronews per la Giornata dell’Europa, abbiamo un altro tweet; viene da Johanne che ci guarda da Ploiesti, Romania: “che cosa vorrebbe dire ai cittadini e ai leader europei che non si rendono conto del costo di abbandonare l’Unione Europea? Chi pensa che il loro futuro sarà migliore senza? Presumo significhi che se un paese come la Grecia si ritira…qualcuno sa realmente quanto costerebbe?”

Herman Van Rompuy: “Ma la Grecia non è l’unico caso, anche nei Paesi Bassi ci sono persone, anche leader, che difendono l’uscita dall’eurozona e dall’Unione Europea; si può immaginare; prendo l’esempio del Belgio e dei Paesi Bassi, per non prendere sempre ad esempio la Grecia, le nostre economie e il nostro business sono limitati a 10 milioni di abitanti, 15 milioni. Si perderebbero 500 milioni di consumatori, siamo confinati in mercati molto piccoli, dobbiamo nuovamente mostrare i passaporti per attraversare i confini di Germania e Paesi Bassi.”

Alex Taylor: “Questi 500 milioni di consumatori stanno mettendo una pressione incredibile sulle misure di austerità in Grecia”.

Herman Van Rompuy: “No; non è che un’opportunità. Vengo da un paese che negli anni ’50 è stato colpito da una forte disoccupazione, poi ci siamo aperti agli altri mercati: francese, italiano e tedesco, e questo ha prodotto un’enorme ricchezza; Così creare nuovi mercati può essere una fonte di prosperità, non solo può, è la fonte di prosperità.”

Alex Taylor: “C‘è Luigi che vorrebbe fare una domanda, da dove vieni?”

Luigi, Belgio: “Sono belga. Signor Presidente, in un contesto dove l’integrazione europea è in affanno, dove i problemi economici e finanziari compaiono in un numero crescente di paesi, come è possibile che l’Unione Europea pensi di allargarsi a nuovi stati come la Croazia, mentre per questi paesi il processo di integrazione sarà sempre più difficile e doloroso?”

Alex Taylor: “Ho incontrato un croato la scorsa settimana e mi ha detto che alcune persone in Croazia stanno iniziando a chiedersi se realmente vogliono entrare.”

Herman Van Rompuy: “C‘è stato un referendum molto positivo per l’adesione della Croazia all’Unione Europea. Ma per essere brevi e precisi, l’Unione Europea è un’Unione di valori. Spagna, Grecia e Portogallo sono entrati nell’Unione perché hanno messo da parte la dittatura, il fascismo e poi ci sono gli ex paesi comunisti; non c‘è futuro per queste democrazie senza un’ancora nell’Unione Europea.
Così l’Unione Europea non è solo un’opera di pace, lo è e lo è stata, ma è anche garanzia per la democrazia ed è per questo che quei paesi vi hanno aderito. Questo è anche il caso dell’ex Jugoslavia. C‘è stata una guerra civile, un genocidio 15 anni fa, una prospettiva europea è la sola possibilità di evitare in futuro guerre civili. Ovviamente devono centrare gli obbiettivi e rispettare tutte le condizioni, ma il loro futuro è un futuro europeo, altrimenti potrebbe scoppiare un’altra guerra”.

Alex Taylor: “Un altro tweet su una questione che in questo momento ci sta a cuore, arriva da Andriy15 in Ucraina: “Boicottare euro2012 non servirà a niente. Perché non visitare il paese, incontrare il suo governo e porre domande difficili? D’altro canto state spingendo l’Ucraina tra le braccia della Russia, nonostante la gente desideri entrare nell’Ue. Questo ovviamente ha a che fare con Iulia Timoshenko che in questo momento è in sciopero della fame”.

Herman Van Rompuy: “Ero a Kiev a dicembre con il Presidente Barroso, abbiamo parlato di questo per ore con il presidente Yanukovich. Abbiamo siglato un accordo con l’Ucraina, dando loro una prospettiva europea, ma non l’abbiamo ratificato, perché? Perché abbiamo detto che la ratifica presuppone la condivisione degli stessi valori. Perché un accordo di integrazione non riguarda solo il commercio, è anche un accordo politico e l’atteggiamento dell’Ucraina verso l’ex primo ministro Iulia Timoshenko è inaccettabile e lo abbiamo detto molto chiaramente al Presidente Yanukovich.
Non parteciperò al torneo, perché non c‘è nessuna squadra europea e il Belgio non si è qualificato. Ma in ogni caso, abbiamo dato un messaggio politico molto forte; il primo ministro ucraino ha annunciato la sua intenzione di venire a Bruxelles. Abbiamo detto: stai a casa! è un chiaro segnale da parte nostra che in Ucraina devono fare dei cambiamenti, il paese nel 2004 era un modello di democrazia e deve tornare ad esserlo”.

Alex Taylor: “Abbiamo altre domande su un argomento diverso. Queste domande della gente diventano domande per Herman Van Rompuy sulla natura confusa dell’Europa stessa, siamo qui al Consiglio europeo, ma c‘è anche il Consiglio dei ministri, la gente non capisce chi è il presidente, il presidente della Commissione, lei è il presidente del Consiglio Europeo, ma come è arrivato a questo incarico? Chi la nomina? E come funzionano queste istituzioni? Molte domande sono su come sono state create le stesse istituzioni europee. Prima di tutto un tweet che arriva da Marius a Cluj-Napoca, Romania: “Vede l’Unione europea destinata nel giro di dieci anni a diventare un’unione federale? Gli stati membri accetteranno di trasferire una parte essenziale della loro sovranità all’Unione? Molta gente direbbe che in alcuni paesi è già successo. Dove siamo? Diventeremo un unico paese in futuro?”

Herman Van Rompuy: “No, non credo. L’Unione europea non diventerà mai gli Stati Uniti d’Europa. Siamo 27 o 28 con la Croazia, ciascuno ha la sua storia, per alcuni lunga 200 anni, come per Belgio e per altri è una storia di migliaia di anni. Non siamo come uno Stato americano. Abbiamo le nostre lingue, 23 in Europa. Abbiamo un’identità particolare in ogni nostro stato membro e situazioni molto specifiche dovute alla nostra storia, ma ciò che dobbiamo fare è creare ogni volta che possiamo. Una crisi è un perido molto fecondo per questo, purtroppo dobbiamo creare più Europa, più integrazione europea.”

Alex Taylor: “Sembra che il voto per l’estrema destra sia spesso un voto contro l’Europa”

Herman Van Rompuy: “Sì, ma non è la maggioranza, non lo è in nessuno dei paesi. Lo è solo per la tesi, per la posizione dell’estrema destra. C‘è ancora nella maggior parte dei nostri paesi una larga maggioranza pro-Europa e anche qui non è una vera maggioranza, i politici, i governi, i premier devono assumersi le loro responsabilità, devono mostrare coraggio e dire alla loro gente che senza l’Europa non c‘è futuro.
Poi chiede il giudizio degli elettori, ma in ogni caso per noi non c‘è alcun altro futuro e quel che stiamo facendo, durante questa crisi, è creare più Europa, una maggiore integrazione, stiamo dando maggiori poteri alla Commissione Europea sotto il controllo del Parlamento e in collaborazione con il Consiglio, il nostro obbiettivo è andare avanti in questa direzione

Alex Taylor: “Un’ultima domanda di Andy Carling”.

Andy: “Come dovrebbe essere scelto il Presidente? Dovrebbero esserci candidati e manifesti o anche un voto pubblico?”

Herman Van Rompuy: “Sono stato scelto dai 27 capi di stato e di governo, tutti eletti democraticamente; partecipo alle loro riunioni, lavoro sugli accordi, sul costruire dei ponti, facilitare le soluzioni, questo è il mio ruolo.
Sono il Presidente del Consiglio Europeo. Se il Presidente del Consiglio europeo fosse eletto direttamente sarebbe in una posizione completamente diversa, dovrebbe difendere il suo programma e le sue posizioni, rendendo molto più difficile se non impossibile vedere un compromesso, cercarlo perché in primo luogo deve essere in accordo con il proprio programma. Penso che questa formula di avere un Presidente del Consiglio europeo, eletto o designato dai colleghi dei diversi paesi sia una buona soluzione. La durata è di due anni e mezzo, con un rinnovo, solo 5 anni, così non c‘è pericolo di dittature, egemonie di potere o altro. Penso sia stata una soluzione saggia.

Alex Taylor: “Abbiamo una domanda finale che riguarda soprattutto questa giornata”

Telespettatrice in collegamento: “Ci siamo accorti che nessuno conosce il 9 maggio come giornata dell’Europa. Pensiamo che si creerebbe un sentimento europeo se diventasse un giorno di festa per tutti i cittadini dell’Unione. La nostra domanda: fare del 9 maggio una vacanza!

Alex Taylor: “Buona idea quella di avere la festa dell’Europa. Non è qualcosa di emozionante, è questo il problema”.

Herman Van Rompuy: “È una competenza degli stati membri, se sono d’accordo sarò parte attiva, ma prendo atto che in alcuni paesi stanno cercando di diminuire i giorni di festa. Ma in ogni caso l’intervento è giusto, bisogna parlare in maniera positiva dell’Europa, non si può suscitare attrattiva, se non c‘è entusiasmo da parte dei leader europei; devono mostrare entusiasmo, fiducia nella loro causa, questo produce risultati.
E l’appello l’ho capito bene e ha il mio sostegno; il fatto che il 9 maggio sia una giornata festiva non cambierà molto. Ripeto: se c‘è un accordo, avrà il mio appoggio. Ma usare parole positive sulla realizzazione dell’Europa che è senza precedenti nella storia umana, è qualcosa di estremamente importante.