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Quale governo per la Grecia

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Quale governo per la Grecia

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Non solo la Grecia ma l’Europa tutta trattiene il fiato.

Riuscirà Alexis Tsipras, il leader di Syriza,coalizione delle sinistre radicali, a formare un nuovo governo?

E se anche lui non riuscisse quale sarà la soluzione alternativa?

Viste le forze del parlamento uscito dalle elezioni di domenica, il margine di manovra del leader di Syriza resta ridotto.

Malgrado l’ottimo risultato di Siryza, i comunisti del KKe hanno detto di non voler entrare in coalizione , restano i deputati di sinistra democratica, ma non basterebbero per avere una maggioranza.

Nel caso in cui Tsipras gettasse la spugna, tocherrebbe ai socialisti del Pasok formare un governo, che da soli non potrebbero portare la Grecia fuori dall’impasse. Il Pasok ha evocato negli ultimi giorni la possibilità di rinegoziare il piano di salvataggio europeo ma il sostegno di Syriza è tutt’altro che sicuro.

Scenario ultimo ma non impossibile il ritorno alle urne a metà giugno.

Cosa cambierebbe?

Syriza e sinistra democratica potrebbero presentarsi insieme. Se le urne le proclamassero prima forza politica del Paese beneficerebbero di un premio di maggioranza di 50 seggi.

Questa coalizione, stando agli analisti, basterebbe per arrivare a una maggioranza parlamentare.

Alexis Tsipras non cambia comuqnue rotta, se malauguratamente si andasse a nuove elezioni, chiede una commissione internazionale per avere una moratoria sui pagamenti. La crisi non è solo greca è una crisi europea e deve essere superata a livello europeo.

Alexis Tsipras spera nell’appoggio del neo presidente francese François Hollande, che vorrebbe incontrare. Condivide con Hollande la visione di un’Europa diversa più vicina alla gente.

Quell’europa che in cambio di un piano di lacrime e sangue pagherà domani a Atene un’altra tranche di 5,2 miliardi di euro.

Questa è l’unica certezza per Atene al momento.

Il rischio di defaut resta, entro la fine di giugno Atene deve negoziare una nuova tranche d’aiuti di 30 miliardi.

Una paralisi politica renderebbe i negoziati impossibili.