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Sarebbe stato un agente infiltrato l’uomo arrestato con una bomba nella biancheria intima. La talpa dei servizi segreti sauditi, in coordinamento con la CIA, si sarebbe guadagnato la fiducia di Al Qaeda nello Yemen per ottenere informazioni riservate. Si sarebbe poi proposto per compiere un’azione kamikaze su un volo di linea statunitense. La ragione la spiega l’esperto di sicurezza Richard Clarke:

“Avere a disposizione l’ordigno nel suo stato originale consente agli analisti di capire il suo funzionamento e quindi dà loro informazioni su come possa essere individuato. Tutto questo è più facile da fare prima dell’esplosione”.

Lo 007, la cui nazionalità non è stata rivelata, è rimasto nell’alveo di Al Qaeda per settimane. Il suo arresto sarebbe stata un’operazione di copertura per consentire il salvataggio della sua famiglia.

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