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Grecia, governo. Ci prova la sinistra radicale

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Grecia, governo. Ci prova la sinistra radicale

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Il leader della sinistra radicale greca Alexis Tsipras ha l’incarico esplorativo per formare il nuovo governo. Come vuole la legge, il presidente Karolos Papulias ha convocato il capo di Syriza, ossia la seconda forza politica, visto che i conservatori di Nuova Democrazia, primo partito, hanno gettato la spugna.

Tsipras incontrerà tutti, esclusa l’estrema destra di Alba dorata. L’obiettivo è formare una coalizione di sinistra che rifiuti il memorandum europeo e vari un piano di riconstruzione per il paese.

A giudicare dalle urne, la maggioranza dei greci concorda nel rifiutare i diktat esterni:

“Vorrei che si facesse una mossa anti piano di salvataggio, che mandi un messaggio all’Europa nel senso di un cambio di politica, dall’austerità allo sviluppo” dice un passante ad Atene.

“Non sono favorevole a una coalizione di governo, voglio un esecutivo che rifletta la volontà popolare. I greci hanno parlato chiaro e non vogliono quello che sta accadendo adesso” aggiunge un altro.

Secondo fonti di stampa locali, i comunisti avrebbero già declinato l’invito a entrare nella coalizione, perché a differenza di Syriza, il KKE vuole l’uscita del paese dall’Unione europea. Un altro piccolo partito, la Sinistra Democratica, avrebbe invece accettato.