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Siria: l'opposizione boicotta le elezioni legislative

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Siria: l'opposizione boicotta le elezioni legislative

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Siriani alle urne questo lunedì per le elezioni legislative. L’opposizione ha ribadito il boicottaggio. Sostiene infatti l’impossibilità di votare sotto la minaccia delle armi, dei missili e del genocidio.

Fortemente volute dal governo che le considera un tentativo di apertura verso il multipartitismo, vengono giudicate una farsa dagli oppositori al regime.

“Tutto quello che il paese ha passato” commenta un’elettrice “implica una dimostrazione di responsabilità da parte di tutti. E’ nostro dovere e nostro diritto votare ed esprimere un’opinione. Perché negarlo? La situazione richiede il nostro voto per il bene dello stato”.

“Tutti dovrebbero votare, per far sentire la propria voce. Dobbiamo eleggere chi vuole stare in Parlamento, affinché presenti le nostre idee al governo. Auguro al paese il meglio” dice un uomo.

Non si ferma intanto lo spargimento di sangue. Uccisi tre civili in un’imboscata dell’esercito pro-Assad. Combattimenti tra soldati e disertori ad Hama. Sempre più numerosi gli ostacoli per la missione dell’Onu.

“Gli osservatori continueranno la loro regolare attività” rassicura Neeraj Singh, portavoce della missione Onu in Siria. “Stanno portando avanti tutti i loro compiti, per monitorare e far rispettare la totale cessazione delle violenze”.

Gli ispettori delle Nazioni Unite accusano le forze ribelli e governative di aver violato la tregua. Dal cessate il fuoco del 12 aprile scorso, sarebbero stati uccisi oltre trenta bambini. Più di 9000 i morti dall’inizio della rivolta scoppiata quattordici mesi fa.