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Serbia, crisi e disoccupazione premiano i socialisti

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Serbia, crisi e disoccupazione premiano i socialisti

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La Serbia si prepara a votare per il terzo ballottaggio tra il presidente uscente Boris Tadic e Tomislav Nikolich in 12 anni. Nikolich a capo del Partito del Progresso serbo ha visto crescere i propri consensi, superando il partito democratico di Tadic. L’ago della bilancia, però, è rappresentato dal leader socialista Ivica Dacic, per tutti prossimo Primo Ministro.

Nel Paese l’impressione è che nulla sia cambiato.Come racconta questo giovane di Belgrado:“Beh è tutto come ce l’aspettavamo. Chi gode del supporto dei media, chi ha potere, rimane al potere. Chi non ha la possibilità di presentarsi al pubblico perde. Quindi è un risultato prevedibile”.

Maria, anche lei di Belgrado, è più positiva e ammette di sperare in un cambiamento:“Stiamo ancora aspettando di vedere cosa succederà al secondo turno, mi aspetto risultati migliori o un colpo scena. Soprattutto da parte dei giovani”.

Il Presidente uscente Tadic ha annunciato di voler proseguire il processo di avvicinamento all’Unione europea. Ma nel Paese disoccupazione e crisi dilagano, il voto del 6 Maggio ha visto prevalere astensionismo e radicalismi. I socialisti ora fanno paura nell’ipotesi di alleanza con i conservatori di Tomislav Nikolevic.