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Grecia: sinistra secondo partito, in un Parlamento spezzatino

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Grecia: sinistra secondo partito, in un Parlamento spezzatino

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Ha 37 anni, è ingegnere civile, alla guida della sinistra radicale greca dal 2008. È lui, Alexis Tsipras, il vero vincitore della tornata elettorale ellenica. Il suo Syriza è davanti ai socialisti del Pasok. In tre anni è passato dal 5 a oltre il 16 per cento dei voti.

“Il nostro primo compito in questo momento – ha affermato dopo l’esito elettorale – è onorare il mandato che ci è stato dato dalla gente, ovvero fare tutto quello che è nelle nostre possibilità perché il Paese abbia un governo che rinneghi gli accordi per il salvataggio e cancelli le misure di austerità”.

Ma nonostante il risultato ottenuto, di fronte a un Parlamento fortemente frammentato, Syriza rischia di trovarsi senza nulla in mano. I conservatori restano il primo partito.

Il partito Nea Dimokratia, guidato da Antonis Samaras, chiama a raccolta gli altri partiti: “Siamo pronti – ha detto il leader – ad assumerci le nostre responsabilità per la formazione di un governo di unità nazionale che deve raggiungere due obiettivi: far restare il Paese nella zona euro e cambiare la politica di austerità per favorire la crescita e risollevare il Paese”.

I partiti del rigore, usciti fortemente ridimensionati dalle urne, non sembrano intenzionati a fare alcun passo indietro. Il leader del Pasok, Evangelos Venizelos ha affermato che: “la possibilità di un governo di unità nazionale va valutata. La costituzione lo richiede. Ma ciò dovrà avvenire onestamente, seriamente e rapidamente”.

Certo è che ogni tentativo di formare un esecutivo sarà un complicato gioco di equilibrismo. Che va, comunque, fatto in fretta. Perché ancora una volta verso Atene guarderà tutta Europa e nuovi terremoti sui mercati non sono da escludere.