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Hollande conquista l'Eliseo. E' il primo presidente socialista dopo 17 anni

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Hollande conquista l'Eliseo. E' il primo presidente socialista dopo 17 anni

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E’ la vittoria del cambiamento, la vittoria di un candidato che ama proporsi come presidente normale. Francois Hollande è riuscito a coronare il suo sogno, invertendo la rotta all’Eliseo dopo 17 anni. L’ultimo presidente socialista era stato Mitterand.
Segretario del PS dal 97 al 2008, Hollande non è nemmeno mai stato ministro. La sua corsa all’Eliseo è iniziata un anno fa a Tulle, capoluogo del dipartimento rurale della Corrèze, cui è politicamente molto legato.
“Bisogna, a un certo punto, che ci siano delle idee e una incarnazione del cambiamento ed è la ragione per la quale qui a Tulle, davanti a voi tutti, amici miei, ho deciso di presentare la mia candidatura alle elezioni presidenziali, attraverso le primarie del Partito Socialista.”

Rappresentante dell’ala centrista, il 57enne Hollande ha dapprima convinto, con le primarie, gli elettori socialisti e ha poi radunato attorno alla sua candidatura i suoi ex rivali, riuscendo ad ottenere una coesione in passato assente nel partito.

Si è lanciato dunque in una campagna elettorale preparata a lungo sia politicamente sia fisicamente. Ed è andato incontro agli elettori con la sua proverbiale giovialità, mitigata pero’ dalla serietà insita nel ruolo presidenziale: “Immagino che guidare la Francia non sia sinonimo di riposo e quindi non mi lancio in una campagna intensa per diventare domani un pensionato”.

Con il rilancio dell’economia come punto chiave del programma elettorale, Hollande propone il cosiddetto “contratto tra generazioni” che prevede sgravi a imprese che assumono giovani da affiancare a un senior la cui uscita viene rinviata. Si è impegnato inoltre a tassare i piu’ ricchi e a creare 60mila posti di lavoro nella pubblica istruzione.

E alla “regola d’oro”, cioè il pareggio di bilancio da inserire nella Costituzione, baluardo di Merkel e Sarkozy, Hollande preferisce porre la condizione della crescita per ridurre il deficit: “Io rinegoziero’ il trattato siglato dal presidente uscente e dai capi di Stato e di Governo europei. Sono favorevole alle discipline di bilancio. E ho dichiarato piu’ di un anno fa che l’equilibrio dovrà essere raggiunto alla fine del 2017 per i nostri conti pubblici”.

Questa posizione ha reso protagonista Hollande anche al di fuori dei confini nazionali al punto da fargli definire le presidenziali in Francia “mai cosi’ decisive per le sorti e l’orientamento dell’Europa”.