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Elezioni in Grecia: crollano conservatori e socialisti, boom per sinistra radicale e neonazisti 

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Elezioni in Grecia: crollano conservatori e socialisti, boom per sinistra radicale e neonazisti 

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Un terremoto annunciato. Le proiezioni del ministro dell’Interno greco delineano uno scenario rivoluzionato nel Parlamento ellenico. I partiti che hanno sostenuto la linea dell’austerità in accordo con Bruxelles e Fondo Monetario Internazionale sono crollati. La destra di Nuova Democrazia avrebbe il 17-20% dei consensi, contro il 33,4% del 2009. ND diventa prima forza nel Paese, mentre i socialisti del Pasok scivolano dal primo al terzo posto sorpassati dalla sinistra radicale di Syriza. Nel 2009 Pasok poteva contare sul 44% dei consensi, ora è dietro a Syriza, formazione al 15,5-17%, mentre nelle consultazioni precedenti non arrivava al 5%. Il voto di protesta spinge la destra neonazista e fa entrare in Parlamento Alba Dorata tra il 6% e l’8%.
 
Tramontata la coalizione pro-austerità
 
I due partiti, che costituivano il pilastro del bipartitismo greco dalla caduta della dittatura dei colonnelli nel 1974, non raggiungono insieme il 37%, soglia necessaria alla maggioranza in Parlamento (151 seggi su 300). Per i leader di ND e Pasok sarà necessario imboccare la strada del “Governo di unità nazionale pro-europeo”. A tal fine i due partiti si dicono pronti a cercare nuovi interlocutori nel blocco eterogeneo di partiti di destra e sinistra, che superano lo sbarramento del 3%. Tradotto in seggi il risultato della consultazione greca assegnerebbe a Nuova Democrazia 108 scranni, 38 a Pasok. A Syriza andrebbero 47 seggi, ai neonazisti di Alba Dorata 19 seggi.
 
Per un governo di unità nazionale pro-europeo
 
Per costituire un’alleanza allargata ND e Pasok dovranno cercare sinergie nuove tra le piccole formazioni pro-europee che fanno il loro ingresso in Parlamento. Tra queste il partito della sinistra democratica Dimar che contra il 4,5- 6,5%. Sarà più difficile il dialogo con i comunisti del KKE all’8-9,5% favorevoli a un’uscita dall’euro. Altrettanto duro sarà il confronto con il partito dissidente Independent Greeks, nato da una costola della Nuova Democrazia in polemica con le politiche di austerità: ha raggiunto il 10-11% dei consensi. Ancora da chiarire il destino dell’estrema destra di Laos: come i Verdi è ancora incerta sul superamento della soglia di sbarramento del 3%.