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Siria: esplosioni a Damasco e Aleppo

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Siria: esplosioni a Damasco e Aleppo

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Almeno tre esplosioni hanno aperto una giornata di ordinaria violenza in Siria: su un viale di  Damasco, due ordigni piazzati sotto altrettante vetture parcheggiate hanno distrutto nove veicoli, senza causare feriti.  A Damasco si tenevano i funerali dei manifestanti rimasti uccisi ieri.

Almeno cinque persone sono invece morte ad Aleppo, uccise da una bomba piazzata in uno dei sobborghi più poveri e popolosi della città. 
 
Nella capitale, testimoni riferiscono che la polizia ha disperso con lacrimogeni, ma anche colpi d’arma da fuoco, un migliaio di manifestanti.  Vi sarebbero dei feriti.   Tra due giorni si terranno le elezioni legislative, boicottate dall’opposizione.
 
A Ginevra, un portavoce dell’inviato speciale per la Siria fa un primo punto della situazione:
 
“Non vi sono grandi segni di rispetto degli accordi, sul terreno.   Si vedono piccoli segnali di rispetto.   Alcune armi pesanti sono state ritirate, alcune armi pesanti restano, un po’ la violenza è diminuita”.
 
Sono una cinquantina gli osservatori dell’ONU attualmente in Siria: ne dovranno arrivare altri 250.

Per ora sono state dislocate alcune pattuglie fisse nei centri della rivolta, mentre altri gruppi mobili gravitano intorno alla capitale.