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Il Giappone spegne l'ultimo reattore e ferma il nucleare sine die

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Il Giappone spegne l'ultimo reattore e ferma il nucleare sine die

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“Mai più Nagasaki”, “Mai più Fukushima”, gridano le migliaia di nipponici riuniti a Tokyo per celebrare il giorno in cui il Giappone spegne l’ultimo dei suoi cinquanta reattori e resta senza il nucleare a tempo indeterminato, per la prima volta da quarant’anni:

“Da oggi, non avremo più centrali nucleari. Vogliamo tutti che sia per sempre. Non solo domani, o dopodomani, o dopodomani ancora. Facciamo sì che sia per sempre”.

Tomari 3 – sull’isola settentrionale di Hokkaido – era l’ultimo reattore rimasto in attività dopo l’11 marzo 2011.
Anche in questo caso, lo stop è dovuto alla manutenzione, obbligatoria.
Ma non è chiaro quando e se l’atomo tornerà in funzione. Dopo i test di tenuta, occorrerà il consenso delle comunità locali.
Cosa non scontata nel Giappone post-Fukushima, un Paese che deve ripensare la sua politica energetica colmando il pesante vuoto lasciato dal nucleare.