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"Accoglietemi": Chen chiama, Clinton non risponde

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"Accoglietemi": Chen chiama, Clinton non risponde

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Chen Guangcheng chiama il Congresso degli Stati Uniti e i Repubblicani sollecitano Hillary Clinton a rompere gli indugi. Crescono le pressioni perché Washington intervenga in favore del dissidente cinese, che si era rifugiato nell’ambasciata americana a Pechino.

In una telefonata fatta pervenire alla Camera dei Rappresentanti durante una seduta dedicata al suo caso, Chen ha detto di voler incontrare Hillary Clinton e auspicato di poter raggiungere gli Stati Uniti.

La Casa Bianca assicura di aver recepito il messaggio. “Il Dipartimento di Stato resta in contatto con il signor Chen e con sua moglie – dice un responsabile dei rapporti con i media -. Come ha già detto il portavoce Victoria Nuland, sembrerebbe che il signor Chen e la moglie abbiano cambiato posizione in merito a ciò che ritengono più opportuno per lui”.

Il dissidente è ora controllato a vista dalla polizia in un ospedale di Pechino. Insieme a una delegazione di esiliati invitati in aula, un gruppo di repubblicani ha sollecitato dal Congresso Hillary Clinton a intervenire in suo favore durante il suo viaggio in Cina.