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Serbia al voto domenica, nazionalisti aprono a Ue

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Serbia al voto domenica, nazionalisti aprono a Ue

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I timori sulla crescita economica hanno caratterizzato la campagna elettorale in Serbia che domenica prossima sceglierà il suo presidente. Il capo di Stato uscente, il filoeuropeista Boris Tadic, e il suo eterno rivale, il nazionalista-populista Tomislav Nikolic, sono pronti, il 6 maggio, a sfidarsi per la terza volta consecutiva.

Nikolic è reduce da un taglio netto con il passato. Dopo la sconfitta del 2008, la scissione dai radicali segnò la svolta verso posizioni più moderate, ancora legate alla tradizione nazionalista e filorussa, ma non più contrarie all’eurointegrazione di Belgrado. Nikolic ha promesso di attrarre investimenti per 7 miliardi di euro ogni anno per i prossimi dieci anni.

Tadic è l’uomo dei traguardi impensabili: dall’arresto degli ultimi ricercati per crimini di guerra, alla ripresa del dialogo con il Kosovo, nonostante la profonda ferita inferta a Belgrado dalla dichiarazione di indipendenza di Pristina, nel 2008.

I sondaggi concordano che, come nel 2004 e nel 2008, la battaglia finale si giocherà al secondo turno, il 20 maggio. Dove gli analisti locali ipotizzano una riconferma del presidente uscente.

Entrambi i candidati avranno bisogno, per vincere al ballottaggio, di trovare un accordo con Ivica Dadic e il partito socialista. L’attuale ministro dell’Interno potrebbe fare da ago della bilancia e non è escluso un suo incarico come primo ministro nel prossimo governo.