Scintille, battibecchi e accuse incrociate. Più che i discorsi, quanto resta del faccia a faccia televisivo fra Hollande e Sarkozy è lo scontro fra personalità. Due ore e mezza senza esclusione di colpi, che fanno già parlare molti editorialisti di più acceso dibattito presidenziale dai tempi di quello fra Chirac e Mitterrand.
Sul difficile momento della zona euro, Hollande sostiene che le posizioni stiano cambiando anche in Germania e ribadisce la linea già annunciata durante la campagna elettorale: “Già all’indomani del voto – dice – mi impegno a rinegoziare gli accordi raggiunti a livello europeo, per integrarvi un capitolo sulla crescita, indispensabile sia per il risanamento della nostra economia, che per ridurre disoccupazione e debito”.
Poi a Sarkozy di ribattere sull’ipotesi degli Eurobond. “Che cosa significano gli Eurobond – si chiede polemicamente il presidente uscente -? Che noi, francesi e tedeschi, ci troveremmo a ripagare i debiti degli altri paesi. A questo dico assolutamente no. Perché non possiamo ridurre le spese e risanare il bilancio, coprendo debiti garantiti da chi? Dalla Francia e dalla Germania, che sono i paesi più forti d’Europa. È del tutto irresponsabile”.
A fotografare i toni del dibattito, il rimprovero di un’eccessiva aggressività, più volte lanciato da Sarkozy a uno sfidante socialista, fino a poche settimane fa da molti ancora accusato di incarnare una “sinistra molle”.
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