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Delporte: "Nessuno si attendeva un Hollande così combattivo"

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Delporte: "Nessuno si attendeva un Hollande così combattivo"

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Tre ore di duello per convincere gli indecisi, rassicurare gli elettori e per tentare di battere l’avversario. Davanti a milioni di francesi il socialista, François Hollande, e il conservatore, Nicolas Sarkozy, si sono confrontati politicamente. Un dibattito in cui, più che i programmi, sembrano contare le frasi a effetto per mettere KO l’avversario.

Sarkozy: “È una menzogna, è una menzogna!”

Hollande: “Quale?! Quale?!”

Sarkozy: “Quando Lei dice che sono sempre contento. Che non mi prendo le mie responsabilità. Questa è una menzogna”.

Hollande: “Per cui Lei è molto scontento di se stesso. Mi devo essere sbagliato, devo aver fatto un errore e Le faccio le mie scuse: Lei è molto scontento di se stesso”.

Sarkozy: “Signor Hollande, non è un concorso di barzellette”.

Questa tradizione delle elezioni presidenziali francesi inizia con il primo dibattito tra François Mitterrand e Valery Giscard d’Estaing. Dello storico duello del 10 maggio 1974 una frase è passata alla storia.

Giscard d’Estaing: “Lei, Signor Mitterrand, non ha il monopolio del cuore. Non ce l’ha. Ho un cuore, come il suo, che batte con il suo ritmo. Lei non ha il monopolio del cuore. E non parli ai francesi in questo modo così offensivo per gli altri”.

Nel 1988 il presidente Mitterrand governa in coalizione con la destra. Per essere rieletto, il candidato socialista deve affrontare il suo primo ministro Jacques Chirac. Altro duello diventato celebre per questo dialogo.

Chirac: “Mi lasci solo dire che stasera io non sono il primo ministro e Lei non è il presidente. Siamo due candidati uguali che si sottopongono al giudizio dei francesi. I soli che contano. Lei mi permetterà quindi di chiamarla signor Mitterrand.”

Mitterrand: “In effetti Lei ha ragione, signor primo ministro”.

Accantonata nel 2002 da Chirac, che rifiutò di confrontarsi con Jean Marie Le Pen, la tradizione riprende nel 2007 con un’importante novità. Per la prima volta una donna, la socialista Segolène Royal, affronta un uomo. Nicolas Sarkozy prova a innervosire la sua avversaria.

Sarkozy: “Non so perché la signora Royal è nervosa”.

Royal: “Non sono nervosa, sono in collera!”

Sarkozy: “Allora chissà come dev’essere quando Lei s’innervosisce…”.

Royal: “Non sono mai nervosa. Ho parecchio sangue freddo”.

Sarkozy: “Sembra che lo stia perdendo!”

Nicolas Sarkozy, grazie a quella frase, riuscì a far suo il dibattito per le presidenziali 2007.

Sophie Mandrillon, euronews:

“Venti milioni di spettatori hanno guardato il confronto televisivo tra Nicolas Sarkozy e François Hollande. Il dibattito tra i due turni è stato il momento forte della campagna elettorale. Ha influenzato gli elettori? Per saperlo, abbiamo con noi lo storico Christian Delporte. Benvenuto. Lei è un esperto di media e di comunicazione politica. Ha appena pubblicato un libro dal titolo ‘I grandi dibattiti politici, le trasmissioni che fanno opinione’.
Come a dire che Lei conosce bene l’argomento. Dunque, questo dibattito televisivo era evidentemente molto atteso. Arriva in un contesto particolare: a destra un presidente uscente, che i sondaggi danno per perdente. A sinistra un candidato favorito ma mai sperimentato a questo livello di potere. C‘è stato davvero un vincitore ieri sera?”

Christian Delporte, storico:

“Effettivamente c’era un favorito nei sondaggi, Hollande, ma c’era anche un favorito nel confronto che era Sarkozy. Era un ostacolo da superare per Hollande, che doveva mostrare la propria
‘presidenzialità’, ed era una sfida per Sarkozy che doveva dimostrare lo scarso spessore politico del suo avversario, François Hollande. Ci si attendeva un Sarkozy combattente e così è stato. Non ci si attendeva invece un atteggiamento così combattivo da parte di Hollande. E, da questo punto di vista, penso abbia sorpreso e penso che i primi dieci minuti siano stati i più incisivi di un dibattito interminabile, visto che è durato tre ore. Ognuno ha cercato di predominare sull’altro. Sarkozy ha cercato di condurre il confronto ma Hollande gli ha immediatamente risposto. Potremmo dire che è stato un pareggio e questo dà un vantaggio ai punti a François Hollande”.

euronews:

“Lei come li giudica? In cosa sono stati più o meno bravi?”

Christian Delporte:

“Penso che François Hollande si sia distinto nella capacità di replica, negli scambi. Non credo sia stato messo in difficoltà dal proprio avversario tranne, forse, sulla questione immigrazione. Penso che uno degli errori che Sarkozy ha fatto sia stato quello di rimanere aggrappato al suo bilancio piuttosto che parlare di futuro”.

euronews:

“Le frasi a effetto, così come i bluff, fanno parte dei confronti televisivi. Ma quali sono stati i momenti clou del dibattito?”

Christian Delporte:

“Non ci sono state molte frasi a effetto. Forse, da questo punto di vista, ha prevalso ancora François Hollande come quando ha detto a Sarkozy ‘Lei è sempre contento di se stesso’. Penso che questo momento lo rivedremo un po’ ovunque”.

euronews:

“Ci sono molti indecisi, si dice che il 20% sceglierà all’ultimo momento. A suo avviso il duello di ieri sera peserà sul risultato?”

Christian Delporte:

“Sa, il 20% di indecisi, a pochi giorni dal secondo turno delle presidenziali, non è una percentuale enorme. Nel 2007 erano tra il 30 e il 40%. La lezione che abbiamo imparato dai dibattiti precendenti è che gli indecisi non si spostano da una parte all’altra ma hanno piuttosto la tendenza a ripartirsi tra i due candidati. E quello che sappiamo, grazie all’esperienza, è che i sondaggi sui dibattiti danno sempre un vantaggio al favorito delle presidenziali”.

euronews:

“Tre ore di faccia a faccia, secondo un rituale che non è mai veramente cambiato dal 1974. Questa formula non ha fatto il suo tempo? A forza di cercare frasi a effetto non si è persa di vista la vera informazione dell’elettore?”

Christian Delporte:

“In questo tipo di confronti la cosa più importante non sono le proposte. Quello che ci si attende da questo tipo di dibattito è, per prima cosa, uno scontro tra personalità e, sotto questo punto di vista, credo che ieri sera siamo stati accontentati”.