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Le centrali atomiche francesi un colabrodo? Greenpeace di nuovo in azione

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Le centrali atomiche francesi un colabrodo? Greenpeace di nuovo in azione

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Di nuovo beffato l’apparato di sorveglianza delle centrali nucleari francesi. Greenpeace ha preso di mira un impianto nel Bugey, vicino a Lione, nel sud-est del paese. Un attivista ha sorvolato la zona off limits con un parapendio, atterrando all’interno del perimetro di sicurezza. Ha avuto anche il tempo di accendere un fumogeno prima di essere arrestato.

Un altro ecologista, non affiliato ad alcuna organizzazione, è penetrato in una centrale non lontano dalla città nord-occidentale di Poitiers, restandoci per quasi due ore prima di essere scoperto. Entrambe le azioni hanno qualcosa a che fare con il calendario elettorale:

“Questa sera c‘è il famoso dibattito fra i due candidati alle presidenziali – dice Sophia Majnoni di Greenpeace Francia – I temi del nucleare e dell’energia in generale sono stati dimenticati duranta la campagna. I due finalisti al ballottaggio negano la realtà del rischio”.

L’obiettivo di Greenpeace era dunque dimostrare la vulnerabilità delle centrali a un eventuale attacco dall’alto o a un incidente aereo. Alain Litaudon, il direttore della centrale del Bugey si giustifica:

“Otto minuti dopo averla individuata questa persona è stata arrestata. In nessun momento le istallazioni importanti per la sucurezza sono state a rischio”.

È la seconda volta in meno di un anno che i reattori francesi dimostrano di essere tutt’altro che impenetrabili. Nel dicembre scorso, sempre Greenpeace era riuscita addirittura ad attaccare un grande striscione su una delle torri di una centrale sulla Senna.