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Dissidente Chen resta in Cina, monitorato da Usa

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Dissidente Chen resta in Cina, monitorato da Usa

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Non ha intenzione di espatriare né di chiedere asilo politico, il dissidente cinese Chen Guangcheng, che ha lasciato l’ambasciata statunitense per un inavvicinabile ospedale di Pechino.

Secondo alcuni funzionari statunitensi, andrà piuttosto in un posto sicuro a continuare i suoi studi. Sotto controllo americano e con il consenso cinese.

“Mi auguro che vada con la famiglia negli Stati Uniti, a occuparsi della sua salute”, ha detto Jiang Tianyong, avvocato esperto in diritti umani, “Ma lui non intende lasciare la Cina perché è convinto di essere libero e che nessun ostacolo legale potrebbe fargli perdere la libertà”.

Il popolare militante cieco era scappato dagli arresti domiciliari e per sei giorni è stato ospite della sede diplomatica statunitense.

Pechino, nonostante le rimostranze ufficiali e le scuse chieste a Washington, avrebbe garantito l’incolumità di Chen e dei suoi familiari.

A fare da sfondo all’apparente soluzione del caso, i 2 giorni dell’annuale summit cino-americano sull’economia e i grandi temi internazionali.