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Silenzio su Chen Guangcheng: il dissidente che imbarazza Washington

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Silenzio su Chen Guangcheng: il dissidente che imbarazza Washington

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Il caso del dissidente cinese che avrebbe trovato rifugio nell’ambasciata statunitense imbarazza Washington e Pechino a pochi giorni da nuovi incontri bilaterali.

Alla vigilia della sua partenza per la Cina, Hillary Clinton ha rifiutato ogni commento sul caso.

Stessa la linea adottata dal presidente Barack Obama che, facendo eco al Segretario di Stato, ha rifiutato di confermare che Chen Guangcheng si trovi nella rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti a Pechino.

“Sono ovviamente al corrente di quanto la stampa scrive sul caso – ha detto Obama nel corso di una conferenza stampa col premier giapponese Yoshihiko Noda -, ma non rilascerò commenti. Quanto vorrei tuttavia sottolineare è che ogni volta che ci sono degli incontri con la Cina, la questione dei diritti umani torna sul tavolo”.

All’imbarazzato silenzio della politica, un altro attivista cinese ha intanto risposto lunedì, confermando che dopo la sua fuga dai domiciliari Chen Guangcheng ha trovato rifugio nell’ambasciata statunitense, ma negando che miri ad ottenere l’asilo politico.