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Domenica i greci alle urne per il voto contro

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Domenica i greci alle urne per il voto contro

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Salvataggio a tutti i costi o no.

È con questa domanda in testa che i greci andranno a votare per le legislative domenica.

Intanto nella penisola ellenica la rabbia monta contro i maggiori partiti, il socialdemocratico PAsok e il conservatore Nea Democratia, favorevoli loro malgrado, al piano di salvataggio europeo che ha imposto misure ‘lacrime e sangue’. .

Gli standard di vita si sono notevolmente abbassati, le code per prendere un pasto gratuito sono diventate normali.

Un greco su tre vive sotto la soglia di povertà.

Di questa situazione sono ritenuti responsabili i due maggiori partiti, dicevamo, i cui leader Evangelos Venizelos e Antonis Samaras dovrebbero negoziare una nuova coalizione di governo.

Cosa non semplice, i conservatori hanno già detto di non voler scendere a patti con i socialdemocratici.

Il malcontento potrebbe portare a una polverizzazione del voto con l’esito di avere in parlamento un numero record di partiti.
Stando ai sondaggi i partiti del panorama tradizionale della politica greca hanno perso credibilità presso i propri elettori, che daranno la propria preferenza a altre, nuove formazioni politiche.
In tutto 32 i partiti registrati.

Molte le nuove formazioni partitiche che respingono l’idea del salvataggio, tra questi anche la formazione di esterma destra, Alba dorata che calvalca il malcontento dei greci che devono fare i conti con sempre piû frequenti episodi di criminalità e che trovano negli immigrati un facile capro espiatorio.

I suoi dirigenti sono convinti che crisi e profondo risentimento dei greci verso l’Europa, aprirànno loro le porte del parlamento.

Anche gli occhi ddi Bruxelles sono puntati sulla Grecia.
Le elezioni metteranno fine al governo tecnico di Luca Papademos. Bruxelles spera che chiunque vinca sia in grado di rispettare l’impegno preso verso l’Europa.